martedì 25 novembre 2014

CASTAGNE E VINO: ABBINAMENTO PERFETTO

castagne
L’ autunno è arrivato e si fa sentire. La temperatura si è abbassata ma ci pensano vino e castagne a riscaldare gli animi. Sui colli e in campagna i colori delle foglie ci regalano paesaggi incantevoli. Nei vigneti si procede senza sosta alla raccolta delle uve e alla loro pigiatura. Si sta per avvicinare la popolare ed amata festa di S.Martino, quando il vino fermenterà nelle botti e la gente scenderà in strada per assaggiarlo insieme ad un bel cartoccio di castagne arrostite.


PERCHÉ CASTAGNE E VINO?
Il vino e le castagne costituivano in passato il nutrimento abituale della gente comune, attribuibile in parte alla facile reperibilità e al loro alto potere energetico. Oggi ci siamo lasciati alle spalle tutto ciò, ma guardiamo questo frutto dedicandogli l’attenzione che si dà a un alimento invitante, che procura piacere a tavola, soprattutto se abbinato al vino. Vino che non può essere che rosso, per via del suo contenuto elevato di tannini, sostanze praticamente assenti nei vini bianchi, che mitiga la succulenta pastosità tipica della castagna.

ABBINAMENTO VINO E CALDARROSTE

caldarrosteUno degli abbinamenti più conosciuti, il classico per eccellenza è quello tra vino e caldarroste, che è possibile trovare praticamente ogni fine settimana di ottobre e novembre in quasi tutte le piazze d’Italia. Le caldarroste hanno la particolarità di essere cotte sulla brace nell’apposita padella bucherellata e per questo assumono un retrogusto amarognolo. I vini da abbinare devono essere giovani, meglio se si tratta di vini novelli, ancora meglio se leggermente frizzanti per sgrassare la bocca. Esempi classici tra i vini italiani sono il Lambrusco di Sorbara, il Sangue di Giuda, il Barbera del Monferrato, la Bonarda, e molti altri vini rossi frizzanti.

ABBINAMENTO VINO E PIATTI CON CASTAGNE

Le castagne possono essere anche bollite in acqua salata e mangiate al momento, oppure setacciate sotto forma di purea o rese farina per la preparazione di gnocchi o paste fresche. Possono anche fare da ripieno a carni di maiale o polpettoni con carni bianche o di vitello. I vini da abbinare in questo caso devono essere più consistenti e di corpo, per reggere la struttura piuttosto importante dei piatti. Per esempio vanno abbinati vini come il Teroldego Rotaliano, l’Aglianico del Vulture o il Dolcetto di Dogliani; ma anche molti altri potrebbero reggere la sfida.

ABBINAMENTO VINO E DESSERT A BASE DI CASTAGNE

castagnaccioL’abbinamento vino e castagne riguarda anche il momento del dessert, in cui la scelta è piuttosto varia: frittelle, castagnacciomarroni canditi oppure i classici marrons glacés, possono essere solo alcune delle preparazioni dolci presenti sul nostro territorio. L’aggiunta di zucchero in questi dessert, rende talmente evidente la componente dolce, che l’abbinamento a vini dolci è scontato. Devono però essere piuttosto strutturati, caratterizzati dalla stessa quantità zuccherina. Esempi dell’enologia italiana sono il Passito di Pantelleria,  il Refrontolo Passitol’Aleatico dell’Elba e tanti altri.
E’ autunno, ci sono tanti funghi porcini, sapete a che vino abbinarli? No? Andate a leggere il mio articolo: Funghi Porcini e vino: coppia perfetta.



Fonte:http://blog.giallozafferano.it/aciascunoilsuo/castagne-vino-abbinamento-perfetto/
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lunedì 24 novembre 2014

I cellulari più venduti di sempre



IPHONE 5 (2012)
IPHONE 5 (2012)
Il primo iPhone ad aumentare le dimensioni dello schermo a 4' e a offrire prestazioni eccezionali e un design ricercato in un corpo leggero e di dimensioni contenute, l'iPhone 5 ha ottenuto uno straordinario successo con più di 55 milioni di esemplari venduti, specialmente negli Stati Uniti.


MOTOROLA STAR TAC (1996)

MOTOROLA STAR TAC (1996)
Il primo telefonino a raggiungere una diffusione di massa con oltre 60 milioni di vendite, è stato il pionere del formato "a conchiglia" che rimarrà molto popolare per tutto il decennio successivo.



SAMSUNG GALAXY S3 (2012)
SAMSUNG GALAXY S3 (2012)
Lo smartphone che ha consacrato il dominio diSamsung e Apple nel mercato degli smartphone, con più di 60 milioni di esemplari venduti, si caratterizza per uno straordinario display OLED e prestazioni simili ai computer di dieci anni prima.


IPHONE 4S (2011)
IPHONE 4S (2011)
Uscito a fine 2011 in concomitanza con la scomparsa del leggendario fondatore Steve Jobs, l'iPhone 4S manteneva lo stesso design del predecessore ma includeva notevoli miglioramenti a livello di hardware e software, come la registrazione in Full HD, una fotocamera allo stato dell'arte e il debutto dell'assistente personale Siri.
RAZR V3 (2003)

RAZR V3 (2003)
Il telefonino a conchiglia di Motorola divenneun'icona dei primi anni 2000, con la sua forma molto sottile. Inizialmente introdotto e pubblicizzato come un dispositivo di alta gamma, scese rapidamente di prezzo e finì nelle tasche di milioni di persone, con 130 milioni di pezzi venduti.

NOKIA 3310 (2000)

NOKIA 3310 (2000)
Probabilmente il cellulare più famoso di sempre, il Nokia 3310 evoca ricordi del boom della telefonia mobile a cavallo degli anni 2000. Includendo funzioni come calcolatrice, cronometro e promemoria, cominciava ad estendere le funzioni del telefonino da chiamate e messaggi a vero assistente personale. Anche per questo telefono si stimano più di 130 milioni di esemplari venduti.


NOKIA 6660
NOKIA 6660
Lanciato nel 2003, fu l'unico telefono di fascia alta di Nokia a superare i 100 milioni di esemplari venduti. Il prezzo di lancio era di 600 Euro e rappresentava lo stato dell'arte della tecnologia mobile di quell'anno, essendo dotato del nuovo sistema operativo Symbian "Serie 60", una fotocamera VGA, connettività Bluetooth, espansione di memoria e riproduttore audio/video. Del 6660 e varianti sono stati venduti più di 150 milioni di esemplari.



NOKIA 5230
NOKIA 5230
Il Nokia 5230 è uno smartphone a basso costo lanciato sul mercato da Nokia nel 2009. Forniva una dotazione tecnologica completa (compresa la connettività HSDPA e A-GPS) a un prezzo accessibile, che lo rese l'ultimo smartphone di grande popolarità della casa finlandese prima della forte crisi che investì il produttore l'anno successivo. Ne furono venduti più di 150 milioni.





NOKIA 3210 (1999)
NOKIA 3210 (1999)
Il Nokia 3210 è stato per moltissime persone il primo telefonino. Principale artefice della diffusione degli SMS e delle suonerie scaricabili, venne proposto a un prezzo particolarmente aggressivo, che rese il telefonino uno strumento alla portata di tutti. Si stima che ne siano stati venduti 160 milioni di esemplari.

NOKIA 1100 (2003)

NOKIA 1100 (2003)

Se milioni di persone nei Paesi di sviluppo hanno potuto chiamare e telefonare, il merito è principalmente di Nokia e del suo modello 1100. Semplice ma estremamente economico e resistente a cadute, polvere e temperature estreme, oltre ad avere una durata della batteria di diversi giorni, ha avuto un successo universale dall'Asia all'Africa e nel resto del mondo. Ne sono state vendute più di 250 milioni di unità.



Svizzera, Niente alcol di notte



Il Consiglio degli Stati, per tutelare i giovani, vuole vietare la vendita di bevande alcoliche tra le 22 e le 6




Il Consiglio degli Stati vuole vietare la vendita di alcol tra le 22.00 e le 6.00 del mattino. Con 24 voti a 20, i deputati della Camera alta del Parlamento hanno rifiutato di allinearsi al parere del Consiglio Nazionale, che proponeva misure meno rigide per tutelare i giovani.
Il divieto della vendita notturna, ha ricordato la Consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, non riguarda il commercio al dettaglio classico e neppure i ristoranti, ma piuttosto i “take away” e altri negozi che vendono bevande alcoliche a basso prezzo, che vengono in seguito consumate in strada dai minorenni. In alcuni cantoni (per esempio Ginevra, ndr) esiste già un divieto in tal senso ma occorre una normativa a livello federale, ha affermato la ministra delle finanze.

Con 26 voti contro 17, la Camera dei cantoni ha altresì deciso di mantenere a 29 franchi l’imposta per litro di alcol puro. La maggioranza del plenum ha poi abbandonato l'idea di un'imposizione delle bevande basata sul rendimento. Il dossier torna ora alla Camera del popolo.
Fonte:http://www.rsi.ch/news/svizzera/Niente-alcol-di-notte-3156406.html
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Ebola, medico italiano di Emergency positivo al test in Sierra Leone atteso allo «Spallanzani» di Roma

Un medico italiano di Emergency è risultato positivo al virus ebola in Sierra Leone. Sono state immediatamente attivate l'Unità di crisi della Farnesina e l'Aeronautica militare per il trasferimento del paziente all'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma. L'arrivo del medico italiano è previsto per domani in mattinata.


Sono state predisposte tutte le misure per garantire il trasporto e il ricovero in massima sicurezza e iniziare tempestivamente il trattamento clinico. «Mi sento di rassicurare la famiglia che il nostro medico sta bene - ha rassicurato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin - non ha avuto febbre o altri sintomi durante la notte, stamattina ha fatto colazione e continua a bere in maniera autonoma. Esprimo la mia vicinanza a lui e alla famiglia - ha aggiunto - e assicuro che il governo italiano tutto é al fianco del nostro connazionale». E ha continuato: «Mi auguro che non ci sia ressa allo Spallanzani per la tranquillità del paziente e per consentire agli operatori di seguire i protocolli nella massima serenità. Il diritto alla privacy del nostro medico e della sua famiglia va rispettato».
Le procedure per il trasferimento del malato «non comportano alcun rischio per la comunità», ha sottolineato Gianni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell'Istituto superiore della sanità, «siamo già da tempo pronti a questa evenienza e lo Spallanzani di Roma è attrezzato per gestire al meglio la situazione».
Il medico lavorava nel Centro per malati di ebola di Lakka, in Sierra Leone, dove sono impiegati 26 italiani. Tutto lo staff del Centro di Emergency, ha fatto sapere la ong, segue una formazione specifica sui protocolli di protezione per evitare il contagio e la diffusione del virus. Tuttavia, nessun intervento sanitario in un'epidemia così grave può essere considerato completamente privo di rischi. In Sierra Leone la situazione è drammatica: l'epidemia continua a espandersi con oltre 100 nuovi casi al giorno. Secondo i dati dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), sono oltre 5.000 i malati di ebola nel Paese, ma le cifre reali potrebbero essere molto più alte.
L'epidemia di ebola é scoppiata in Guinea a marzo e si è rapidamente diffusa in Liberia e Sierra Leone. In 9 mesi sono morte 5.459 persone e ci sono stati 15.351 contagiati. Il dato dell'Oms si riferisce agli 8 Paesi in cui si sono registrati casi di contagio ed è aggiornato al 18 novembre. Ai tre Stati dell'Africa occidentale colpiti dall'epidemia si aggiungono 6 morti in Mali, 20 casi in Nigeria (di cui 8 morti), un caso in Senegal e uno in Spagna, 4 negli Stati Uniti di cui un morto, il liberiano Eric Duncan, il paziente zero Usa.

Fonte:http://www.sanita.ilsole24ore.com/art/medicina-e-scienza/2014-11-24/ebola-medico-italiano-emergency-135419.php?uuid=AbPRMigK

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LA DIETA PER LE FESTE



In media, durante il periodo delle festività natalizie gli italiani mettono su almeno due-tre chili. Un effetto collaterale spiacevole ma certo non imprevisto, se si pensa che solo il pranzo natalizio tradizionale, dagli antipasti al panettone, può superare le tremila calorie (pari quasi al fabbisogno energetico di due giorni di una donna di piccola statura). Le basse temperature unite all’atmosfera festaiola inducono, infatti, al consumo frequente di cibi molto energetici, ricchi di zuccheri e grassi (cotechini, arrosti ripieni, dolci ecc.). A differenza però degli antenati, che avevano bisogno di questo surplus energetico per resistere ai climi rigidi, l’uomo di oggi – tra ambienti riscaldati e piumini supertecnologici – non ne necessita più di tanto. Di conseguenza si ingrassa con maggiore facilità, rispetto a stagioni quali la primavera o l’estate.
Primo: attenzione ai bilanci
Una delle strategie principali da adottare per contrastare i chili in più prevede il controllo del bilancio energetico. Questo vede da una parte le entrate rappresentate dagli alimenti e dall’altra le uscite, ovvero le energie che l’organismo spende per mantenere le sue funzioni e per l’attività fisica. Quando il peso di un individuo è stabile, vuol dire che il bilancio è in pareggio, e cioè che si mangia quanto serve e non di più. Considerato che il periodo delle feste, tra Natale e la Befana, è di almeno 15 giorni, l’obiettivo sarà cercare di raggiungere il pareggio calorico del periodo, magari ragionando su una settimana per volta. Basterà prevedere, per ogni giornata di festa, una giornata alimentare particolare (vedi sotto) che avrà la funzione non solo di ridurre le entrate caloriche ma anche di aiutare fegato e reni a smaltire le tossine date dall’eccesso di grassi, zuccheri, alcol e proteine animali. Praticamente: se in una settimana si sono avuti tre giorni di festeggiamenti, gli altri 3-4 giorni dovranno essere “di magro”. L’organismo ne sarà grato, riducendo i tipici effetti collaterali post pranzi e cenoni, quali pesantezza e sonnolenza dopo mangiato, mal di testa e stanchezza non giustificata.
Secondo: ricette più leggere, specie ai più piccoli
Se si cucina personalmente. si possono anche prevenire pranzi troppo calorici offrendo ai commensali le pietanze elaborate tipiche delle Feste ma alleggerite. In libreria, in edicola o in rete, è possibile trovare centinaia di squisite ricette di alta cucina che però non mettono alla prova l’apparato gastro-intestinale. Un consiglio, questo, che diventa obbligatorio se in casa ci sono bambini. Alcuni piatti della tradizione possono infatti essere riprodotti in versione junior, eliminando oppure sostituendo certi ingredienti. La tradizionale pasta in brodo, ad esempio, può essere cotta in un brodino vegetale, privo di grassi e sale al contrario di quello animale; se fatta in casa si possono preparare a parte dei ravioli mignon solo con ricotta e spinaci, ad esempio. Stesso dicasi per lasagne e timballi: al posto di besciamella o panna utilizzare della ricotta ammorbidita con un po’ d’acqua calda: l’aspetto sarà simile ma il contenuto di grassi alquanto diverso. Lo yogurt compatto, tipo quello greco, può sostituire invece il mascarpone utilizzato per farcire il panettone oppure per alleggerire salse come la maionese (metà e metà), magari con l’aggiunta di erbe aromatiche come capperi o prezzemolo.
Sempre la ricotta, lavorata con un po’ di zucchero e cacao, può fungere da crema per farcire le specialità natalizie. Nei dolci come le crostate, al posto della marmellata si può usare la composta di frutta, meno calorica (almeno di 100 kcal ogni 100 g). A Natale è consuetudine portare in tavola frutti esotici: due fette di ananas o una macedonia, resi semmai più invoglianti da un cucchiaio di panna montata, sono certamente un’alternativa dietetica preferibile a una fetta di torta.
Terzo: come mangiare e bere “dopo”
A parte i momenti conviviali, è dunque senz’altro benefico seguire una dieta dagli effetti disintossicanti, che aiuti sia a prevenire l’aumento di peso che a smaltire meglio gli eccessi alimentari. Sulla tavola non dovranno perciò mancare frutta e verdura fresche, cereali integrali, legumi, noci e semi: tutti alimenti ricchi di sostanze antiossidanti – come le vitamine C, E e il betacarotene, precursore della vitamina A – essenziali per proteggere le cellule dell’organismo dagli attacchi dai radicali liberi, provocati dall’eccesso di grassi in circolo.


In più, alcuni ortaggi come carciofi, bietole, carote e cavoli sono ricchi di composti cosiddetti lipotropi, che svolgono un’azione decongestionante sul fegato e attivano il metabolismo dei grassi. Con una colazione a base di cereali - ad esempio un muesli - spuntini a metà mattina e pomeriggio di frutta, un primo di cereali con un’insalata a pranzo e una minestra di legumi con un secondo di verdure miste a cena, non si soffre certo la fame. Volendo si possono aggiungere lo yogurt magro, per il benefico effetto sulla flora intestinale e per il contenuto di vitamine del gruppo B, utili al metabolismo di grassi e zuccheri, e la ricotta magra, cibo molto digeribile e nutriente. Anche il pesce, nelle varietà più magre e cucinato semplicemente, è un secondo piatto consigliabile. 
Da ricordare che anche durante pranzi e cenoni è possibile aiutare l’organismo a “soffrire” meno degli eccessi alimentari scegliendo almeno una-due porzioni di alimenti ricchi di antiossidanti, come un insalata mista (rucola, radicchio, pomodori) o un piatto di verdure, tipo carote, cavolini o broccoletti, condite semplicemente con succo di limone. 
Infine, è molto importante per incrementare l’azione depurativa e ridurre la ritenzione idrica dovuta anche all’eccesso di tossine in circolo, ricordarsi di bere almeno due litri, due litri e mezzo di liquidi al giorno e preferire l’acqua oligominerale, a basso residuo e scarso contenuto di sodio. Proprio per contrastare la ritenzione idrica data dal sodio contenuto nel sale da cucina, oltre a limitare questo il più possibile, è consigliabile scegliere vegetali particolarmente ricchi di potassio, quali patate, spinaci, kiwi e banane.
Un menu molto verde e molto light
Ecco una schema ipocalorico ricco di alimenti disintossicanti, utili al fegato, da seguire nei giorni successivi a pranzi e cenoni o anche parzialmente nei pasti che precedono o che seguono questi.
Colazione - Spremuta di limone o di altri agrumi
Dopo almeno una ventina di minuti dalla spremuta:
- una tazza di fiocchi di cereali ammollati nel succo di mela o nel latte di riso
- una tazza di tè verde o di tisana
Metà mattina - Uno yogurt magro al naturale oppure frutta
Pranzo
- Un’insalata di carciofi crudi o di altre verdure crude con olio e limone
- Un primo a base di riso integrale o altri cereali condito semplicemente (pomodoro, zucchine e prezzemolo)
- Una fettina di pane tostato
Metà pomeriggio - Frutta e tè verde o tisana
Cena
- Minestra di cereali e legumi (se tollerati, altrimenti verdure)
- Verdure miste al vapore: patate, barbabietole, carote, cipolle, cavoli, condite con olio e spezie (curcuma, curry, rosmarino, senape…)
- Una piccola porzione di ricotta o pesce magri
- Una fettina di pane tostato
E non dimenticare di:
bere almeno due litri di liquidi durante il giorno, salare il meno possibile e non esagerare con l’olio: non più di due-tre cucchiaini per ogni pasto principale.

A cura di Barbara Asprea
fonte: http://www.benessere.com/dietetica/arg00/dieta_feste.htm

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In farmacia per i bambini", l’iniziativa contro la povertà sanitaria dei bambini


Farmaci e prodotti pediatrici saranno donati a Case Famiglia e enti che aiutano i bambini in Italia e Haiti Milano, 18 novembre 2014 – “In farmacia per i bambini” è l’iniziativa contro la povertà sanitaria dei bambini, patrocinata dal Comune, in occasione della Giornata Mondiale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza: le farmacie milanesi e italiane aprono le porte ai volontari della Fondazione Francesca Rava per la raccolta di farmaci e prodotti pediatrici che saranno donati a Case Famiglia e enti che aiutano i bambini in Italia e Haiti. “Giovedì, Milano si mobiliterà a favore dell'infanzia e lo farà grazie ai tanti progetti e all’alleanza di più soggetti – ha dichiarato Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali e Cultura della salute -. Il Comune ha elaborato la Carta dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza rispetto alla Salute per indicare quelli che sono i punti irrinunciabili da cui partire per costruire proprio questa alleanza e presidiare concretamente il campo del diritto alla cura dei bambini. È quindi naturale promuovere iniziative come questa giornata che sono occasioni semplici e utili, ma non scontate, per mettere insieme energie tanto diverse a favore dei bambini. Questa raccolta è un aiuto concreto, soprattutto in un momento di crisi come questo. Una crisi da cui si può uscire solo grazie ad un'alleanza tra esperienze, che dimostra che è possibile immaginare un futuro positivo per i nostri figli”.
 “In farmacia per i bambini” promuove la responsabilità sociale del farmacista, figura di riferimento nella sua comunità e di molte aziende che hanno donato i loro prodotti e messo a disposizione i loro collaboratori in un’azione di volontariato d’impresa. I volontari della Fondazione saranno presenti in 800 farmacie in tutta Italia e invitare i clienti ad acquistare farmaci da banco a uso pediatrico, alimenti per l’infanzia e altri prodotti baby care che saranno donati a 160 case famiglia e enti che aiutano l’infanzia sul territorio italiano e in Haiti all’Ospedale NPH Saint Damien, unico pediatrico di questa isola quarto mondo. Testimonial dell’iniziativa è Martina Colombari, volontaria della Fondazione, con una campagna resa possibile dalla collaborazione di radio, tv, stampa e social network tra i quali la pagina Facebook della Fondazione in cui saranno pubblicate in tempo reale le foto dei volontari da tutta Italia. Nelle farmacie aderenti i volontari distribuiranno anche la Carta dei Diritti dell’Infanzia, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1989, : tra questi verrà sottolineato il diritto alla vita e ad una famiglia, minacciato anche in Italia dalla crescente emergenza sociale dell’abbandono neonatale, a fronte del quale la Fondazione Francesca Rava e KPMG hanno ideato il progetto nazionale di tutela “ninna ho”, che informa le madri in difficoltà sul diritto di partorire in anonimato in ospedale e sulla presenza di culle termiche salvavita presso un network di ospedali distribuiti in tutta Italia (ninnaho.org). Federfarma e Cosmofarma sono Partner istituzionali di “In farmacia per i bambini”, realizzata con KPMG, con il sostegno e collaborazione di Mellin e Solgar. L’iniziativa ha anche il Patrocinio della Presidenza della Repubblica e della Presidenza del Consiglio dei Ministri, delle Regioni Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Puglia, dei Comuni di Firenze, Genova, Reggio Emilia, Roma, Verona, del Segretariato Sociale RAI. E’ realizzata con la partecipazione di Assofarm e Lloyds Farmacia Comunale. Partecipano Federfarma Servizi, FederFarmaco, FederAnziani, Unitalsi. Su www.nph-italia.org le farmacie che aderiscono alla giornata. “Sono grata a tutti i partner di questo lavoro di squadra che riunisce i farmacisti in prima linea con i loro clienti, le aziende, impegnate in una giornata di volontariato d’impresa con i loro dipendenti, volontari, enti beneficiari, Regioni e Comuni patrocinanti, radio e tv, in un’azione comune di responsabilità sociale per portare aiuto concreto a tanti bambini e famiglie colpiti da povertà sanitaria in Italia” afferma Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione Francesca Rava.

domenica 23 novembre 2014

TERNI, OSPEDALE : C'E' URGENZA DI SANGUE

TERNI, OSPEDALE :  C’E’ URGENZA DI SANGUE


E' a rischio l'attività delle sale operatorie.
L'ospedale di Terni è di nuova in emergenza sangue.

C'è, infatti, una grave carenza  dei seguenti gruppi :  A negativo  , A positivo,  0 negativo  , 0 positivo

La carenza del sangue sta mettendo a serio rischio l'attività delle sale operatorie.

Questo è un appello a tutta la città di Terni : occorre che aumenti in modo stabile il numero delle donazioni. C'è assoluto bisogno di almeno  100 donazioni in più al mese.

Il presidente dell'AVIS di Terni, Patrizio Fratini,  ricorda che " basterebbe  che chi è già donatore convincesse un suo amico o un parente a diventare donatore e il problema sarebbe risolto ; chi  dona sangue fa battere molti cuori e protegge la propria salute ".