sabato 22 novembre 2014
La storia sanitaria in un click, arriva anche a Lecce il fascicolo sanitario elettronico
Lecce. “Il Fascicolo sanitario elettronico (FSE) è la raccolta on line di dati e informazioni sanitarie che costituiscono la storia clinica e di salute di una persona. Dal FSE, inoltre, è possibile accedere ai servizi sanitari on line messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna” così si legge sul sito www.fascicolo-sanitario.it.
Si parla di Emilia Romagna perché è in questa regione che nasce il FSE dall’impegno del professore Mauro Moruzzi , sociologo, per anni presidente di Cup 2000, società che si occupa di informatizzazione sanitaria.
E il fascicolo sanitario informatizzato arriva anche in Puglia dato che si tratta di un diritto del cittadino “reso obbligatorio dalla legge che impone alle Regioni di istituirlo entro il 2015”.
Secondo la definizione che ci da l’ associazione Salute Salento, ora la storia sanitaria del cittadino è racchiusa in una pen-drive.
L’iniziativa è stata illustrata ieri nella sede del Dream, il laboratorio diffuso di ricerca, diretto dal professore Michele Maffia, frutto di una convenzione fra Asl e Università del Salento.
Nel corso dell’incontro il prof. Moruzzi ha spiegato "Con il Fse il cittadino si riappropria dei suoi dati di salute e malattia, li condivide con il medico, li completa attraverso un apporto personale, ottenendo importanti risultati in termini di continuità di cura".
Spetta, poi, al medico o al tecnologo trasformare l’informazione prelevata nelle corsie degli ospedali, negli ambulatori, presso il medico di famiglia in un prodotto che tiene conto dei bisogni, delle sofferenze e del quadro clinico degli assistiti.
Così come già si può vedere sul sito poc’anzi menzionato, “ogni cittadino nei prossimi anni avrà a disposizione una My Page, un sito personalizzato e protetto dove arrivano i dati che lo riguardano. Tutto sarà trasferito sulla “my page” di ogni utente : il referto, la cartella clinica, la ricetta rossa dematerializzata, il pagamento della prestazione. I dati verranno aggregati in funzione dell’attualizzazione della cura (oculista – dentista – ginecologo…).
"E’ una prospettiva dei prossimi anni – ha detto il professore Moruzzi – è un matrimonio fra Asl e internet che s’ha da fare".
Eppure le contraddizioni sono tante, perché le liste d’attesa per le prestazioni previste dai LEA sono ancora lunghe. Non solo a Lecce o in Puglia.
"Grazie a internet, oggi il cittadino chiede direttamente al suo medico una Tac - ha spiegato ildirettore generale Asl Lecce - E nell’80% dei casi ha ragione di chiederla. Vi sono pazienti – ha rincarato – che, senza dati, fanno delle diagnosi che il medico non ha fatto".
Insomma, il FSE rappresenta una rivoluzione non soltanto in termini informatici. Si presenta anche coma una vera occasione di risparmio di tempo e, se vogliamo, di denaro.
Il Fascicolo, così come è stato pensato, cresce con l’utente, si auto-alimenta, conserva e organizza la raccolta completa della storia sanitaria, con i documenti prodotti dalle strutture pubbliche del Servizio sanitario regionale e, progressivamente, dalle strutture private accreditate.
Infine Mellone ha sottolineato "Il ritardo nella consegna della cartella clinica nasconde spesso qualcosa che non si deve fare: non viene chiusa perché si può sempre a Verdana; font-size: 14px; line-height: 23px;">ggiungere qualcosa nei giorni successivi. Perciò il Fse rappresenta una tutela dei diritti".
Fonte:http://www.leccenews24.it/attualita/la-storia-sanitaria-in-un-click-arriva-anche-a-lecce-il-fascicolo-sanitario-elettronico.htm
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Quale cena per non ingrassare e dormire bene
La cena rappresenta da sempre il momento più gratificante delle abitudini alimentari e il pasto al quale si dedica spesso più tempo. Un’abbondante e buona cena è un momento piacevole da trascorrere in famiglia o con gli amici e, se la si fa ogni tanto, non ci si deve colpevolizzare.
Nella maggioranza dei casi però, a causa dei ritmi di oggi e degli orari di lavoro, siamo soliti fare una colazione frugale e veloce, pranzare con un panino, non fare gli spuntini a metà mattina e pomeriggio, così quando si arriva a cena si è affamati e spesso si mangia veramente troppo. Il nostro modo di vivere ha fatto diventare la cena il pasto principale della giornata, il momento dove la famiglia si riunisce e l’occasione per mangiare un primo e un secondo ben cucinati, bere vino, quindi eccedere con le calorie.
La moderna scienza dell’alimentazione consiglia di distribuire le calorie (Kcal) della giornata in 5 pasti consumando il 25% a colazione, 5% a metà mattina, 35% a pranzo, 5% a metà pomeriggio 30% a cena. Queste proporzioni possono variare secondo le occasioni della giornata, ma è importante che a cena non si consumino più del 25/30% delle caloriedell’intera giornata.
Come calcolare le calorie
Non è difficile calcolare quante calorie si devono consumare per le energie che si spendono e ottenere un buon bilancio energetico nella giornata, ma occorre calcolare anche l’apporto di macro e micronutrienti. Questo comporta sapere sia quante calorie e nutrienti contengono gli alimenti sia quante calorie dovremmo consumare secondo l’attività fisica che svolgiamo, l’età e il peso che abbiamo. Anche per chi ha a disposizione tutte le indicazioni necessarie, fare tutti questi calcoli richiede tempo ed anche un po’ di pratica. Per sapere quante calorie si devono consumare e come distribuire i pasti della giornata e assumere tutti i nutrienti bilanciati tra loro, si può compilare il semplice modulo dei “Menu Personalizzati” e ottenere via @mail 8 menu all’anno, 2 per stagione, comprensivi di 35 pasti settimanali, 5 ogni giorno.
Cosa evitare e quando consumare una buona cena
Anzitutto dobbiamo evitare di arrivare a cena con molta fame, anche per questo dobbiamo fare uno spuntino a metà pomeriggio. Con il giusto appetito non sarà un sacrificio fare una cena leggera come consigliato. La cena deve essere consumata da 2 a 3 ore prima di coricarsi per avere il tempo di completare la digestione. Se si cena a ridosso del riposo notturno e si mangiano cibi particolarmente grassi o porzioni particolarmente “generose” si corre il rischio di favorire alcuni disturbi gastrointestinali quali il reflusso gastroesofageodurante la notte e gonfiore addominale al momento del risveglio. Perché ciò non accada evitate di:
Nella maggioranza dei casi però, a causa dei ritmi di oggi e degli orari di lavoro, siamo soliti fare una colazione frugale e veloce, pranzare con un panino, non fare gli spuntini a metà mattina e pomeriggio, così quando si arriva a cena si è affamati e spesso si mangia veramente troppo. Il nostro modo di vivere ha fatto diventare la cena il pasto principale della giornata, il momento dove la famiglia si riunisce e l’occasione per mangiare un primo e un secondo ben cucinati, bere vino, quindi eccedere con le calorie.
La moderna scienza dell’alimentazione consiglia di distribuire le calorie (Kcal) della giornata in 5 pasti consumando il 25% a colazione, 5% a metà mattina, 35% a pranzo, 5% a metà pomeriggio 30% a cena. Queste proporzioni possono variare secondo le occasioni della giornata, ma è importante che a cena non si consumino più del 25/30% delle caloriedell’intera giornata.
Come calcolare le calorie
Non è difficile calcolare quante calorie si devono consumare per le energie che si spendono e ottenere un buon bilancio energetico nella giornata, ma occorre calcolare anche l’apporto di macro e micronutrienti. Questo comporta sapere sia quante calorie e nutrienti contengono gli alimenti sia quante calorie dovremmo consumare secondo l’attività fisica che svolgiamo, l’età e il peso che abbiamo. Anche per chi ha a disposizione tutte le indicazioni necessarie, fare tutti questi calcoli richiede tempo ed anche un po’ di pratica. Per sapere quante calorie si devono consumare e come distribuire i pasti della giornata e assumere tutti i nutrienti bilanciati tra loro, si può compilare il semplice modulo dei “Menu Personalizzati” e ottenere via @mail 8 menu all’anno, 2 per stagione, comprensivi di 35 pasti settimanali, 5 ogni giorno.
Cosa evitare e quando consumare una buona cena
Anzitutto dobbiamo evitare di arrivare a cena con molta fame, anche per questo dobbiamo fare uno spuntino a metà pomeriggio. Con il giusto appetito non sarà un sacrificio fare una cena leggera come consigliato. La cena deve essere consumata da 2 a 3 ore prima di coricarsi per avere il tempo di completare la digestione. Se si cena a ridosso del riposo notturno e si mangiano cibi particolarmente grassi o porzioni particolarmente “generose” si corre il rischio di favorire alcuni disturbi gastrointestinali quali il reflusso gastroesofageodurante la notte e gonfiore addominale al momento del risveglio. Perché ciò non accada evitate di:
- cucinare utilizzando burro, soffritti e condimenti pesanti come la panna;
- mangiare cibi fritti, bollito di carne e insaccati come salame, mortadella, salsiccia;
- bere più di un bicchiere di vino da 125 ml o 330 ml di birra;
- mangiare dolci a fine pasto ricchi di zuccheri semplici e grassi o gelati cremosi;
- formaggi freschi ricchi di grassi;
- tutti gli alimenti che sapete di digerire troppo lentamente.
Saltare la cena o mangiare troppo poco
Se abbuffarsi a cena è sbagliato lo è anche mangiare troppo poco perché si rischia poi di spiluccare o mangiare qualcosa nel dopo cena davanti alla TV o con gli amici poco prima di andare a letto, facendo diventare questo comportamento sbagliato un’abitudine. Molte persone, in particolare gli anziani, hanno l’abitudine di mangiare molto poco a cena, una tazza di latte con qualche biscotto secco, un’insalata o un po’ di frutta.
La cena deve essere frugale ma non inferiore alla percentuale di calorie consigliate per non incorrere in un eccessivo abbassamento degli zuccheri nel sangue. Anche di notte il nostro corpo ha bisogno d’energia e se questa non è disponibile ci avverte svegliandoci o rendendo il nostro sonno irregolare (in questi casi per fame).
Alcol e sonno
Molti pensano che bere molto vino o superalcolici favorisca il sonno. Non è vero. L’etanolo contenuto nelle bevande alcoliche fornisce energia a rapido utilizzo, può quindi favorire lostordimento o l’addormentamento ma non un sonno prolungato e rigenerante. Per questa ragione occorre non abituarsi a bere superalcolici dopo cena o eccedere con il vino durante la cena. Ricordiamoci inoltre che un grammo di etanolo fornisce 7 calorie, in media un bicchiere di vino da 125 ml apporta circa 100 calorie (Kcal).
Quali alimenti per una cena ideale
E’ consigliato assumere come primo piatto carboidrati (zuccheri) complessi come:
- pasta, riso, orzo, farro, patate, condire con un filo d’olio extra vergine di oliva e un cucchiaio da cucina di Grana Padano DOP grattugiato.
Per il secondo sono consigliate proteine come quelle contenute in:
- carne bianca o pesce cotti alla piastra, al forno o al cartoccio, verdura a volontà come contorno;
- a fine pasto preferire frutta di stagione.
Vi sono almeno tre ragioni per consumare una cena frugale:
- la prima è evitare d’ingrassare perché di notte il nostro metabolismo rallenta e le calorie in eccesso non possono essere consumate mentre dormiamo;
- la seconda è perché i nutrienti che abbiamo indicato favoriscono e migliorano il sonno;
- dormire bene favorisce il funzionamento di tutto il sistema nervoso e migliora le prestazioni del cervello come l’apprendimento e la memoria.
Inoltre è scientificamente dimostrato che dormire bene senza risvegli, per gli adulti almeno 8-9 ore per notte, riduce il rischio di contrarre obesità e migliora l’effetto delle diete ipocaloriche per ridurre il peso.
Ricordiamo inoltre che le diete dissociate non fanno dimagrire nel lungo termine e non sono nemmeno salutari. È sconsigliato mangiare solo pasta (carboidrati) a pranzo o a cena, o viceversa solo carne, pesce ecc. (proteine). Ogni pasto dovrebbe contenere una giusta dose di carboidrati, proteine e grassi in equilibrio tra loro in modo che apportino calorie in questa percentuale: carboidrati 58%, proteine 16%, grassi 26%. Se l’equilibrio non lo si ottiene per ogni pasto non fatene un dramma, cercate di ottenerlo con i pasti dell’intera giornata o al massimo nell’intera settimana, senza dimenticare che comunque, poche o molte che siano, dovete introdurre calorie da carboidrati e da proteine ad ogni pasto.
Cenare bene per dormire meglio, evitando d’ingrassare, deve diventare un’abitudine quotidiana, un’abitudine che fa guadagnare salute.
venerdì 21 novembre 2014
Cosa Mangiare la Sera: Gli Alimenti per Stare Leggeri
Lo so che alla sera ci si rilassa e si ha molta più voglia di godersi una pizza o un dolce al cioccolato, ma oggi voglio farti vedere che puoi mangiare bene senza assumete troppi grassi e calorie grazie a scelte gustose ma leggere, perché facendo cene leggere il peso scende più rapidamente.
Considerando il fatto che la sera si ha meno bisogno di energia perché la giornata è finita e non c’è più il tempo materiale per bruciare calorie, una cena perfettamente bilanciataper non rovinare la dieta è composta da alimenti che non appesantiscono la digestione serale.
Ecco da cosa dovrebbe essere composta una cena ipocalorica e sana:
pochi carboidrati quindi niente pasta la sera e poco pane,
- via libera alle proteine magre come pesce bianco, gamberetti, pollo, tacchino, uova e formaggi magri tipo ricotta e fiocchi di latte che sono alimenti ipocalorici e leggeri
- benissimo verdure crude e cotte come broccoli, carote e cavoli
- zuppe e minestre di verdure e legumi ricche di vitamine e proteine
Ecco 7 cene leggere e sazianti che possono essere valide alternative a cene troppo pesanti che rischiamo di vanificare la dieta.
Cena leggera con pollo e broccoli150 grammi di pollo possono essere una scelta ideale per apportare 35 grammi di proteine e pochi grassi, mentre i broccoli essendo ortaggi ricchi di fibre e sali minerali come calcio, ferro e potassio sono potenti diuretici naturali con effetto depurativo immediato.
Cena ipocalorica con minestrone di riso integrale
Il minestrone aumenta il senso di sazietà e poi il riso integrale, così come tutti i cereali integrali, essendo a basso indice glicemico è perfetto per evitare i picchi di zucchero nel sangue responsabili dell’aumento di peso.
Il minestrone aumenta il senso di sazietà e poi il riso integrale, così come tutti i cereali integrali, essendo a basso indice glicemico è perfetto per evitare i picchi di zucchero nel sangue responsabili dell’aumento di peso.
Ricetta del minestrone della sera
per 2 persone:
1 piccola patata
1 cipolla tritata
1 carota
1 zucchina
60 gr di bietole
1/2 costa di sedano
50 gr di zucca
100 gr di riso integrale
1 lt di brodo
poco olio
sale q.b.
per 2 persone:
1 piccola patata
1 cipolla tritata
1 carota
1 zucchina
60 gr di bietole
1/2 costa di sedano
50 gr di zucca
100 gr di riso integrale
1 lt di brodo
poco olio
sale q.b.
Per preparare la cena del minestrone metti le verdure tagliate a cubetti in una padella con un cucchiaio di olio e lasciale rosolare per un paio di minuti.
Aggiungi il brodo caldo, il riso, sale e quando prende il bollore lascia cuocere con il coperchio a fuoco dolce per 1 ora.
Cena proteica con albume d’uovo in frittata alla paprika e peperoncino
L’albume è l’alimento proteico per eccellenza, quindi ideale se mangiato la sera a cena.
L’albume è l’alimento proteico per eccellenza, quindi ideale se mangiato la sera a cena.
Il peperoncino aiuta a bruciare i grassi ed è una spezia che aumenta il metabolismo.
Cena di Energizzante con sushi e zenzero
Lo zenzero stimola il metabolismo e il sushi è una scelta molto intelligente per assumere quel tanto che basta di carboidrati e tante proteine nobili contenute nel pesce crudo, ottimo sostituto del proteico petto di pollo tonno in scatola.
Lo zenzero stimola il metabolismo e il sushi è una scelta molto intelligente per assumere quel tanto che basta di carboidrati e tante proteine nobili contenute nel pesce crudo, ottimo sostituto del proteico petto di pollo tonno in scatola.
Il sushi rappresenta una cena ideale per restare in forma, contiene proteine di prima qualità derivate dal pesce, pochi carboidrati complessi e verdure in un unico rotolino.
Cena Sgonfiante Insalata Greca
La Feta mangiata di sera a cena aiuta a sgonfiare la pancia e se associata a una insalata verde diventa un piatto unico veramente saziante e ricco di nutrienti.
La Feta mangiata di sera a cena aiuta a sgonfiare la pancia e se associata a una insalata verde diventa un piatto unico veramente saziante e ricco di nutrienti.
Ecco le mie regole d’oro per restare leggeri a cena:
- quando a cena hai troppa fame scegli alimenti ricchi di proteine complete, alimenti che allungano la digestione facendoti sentire molto più sazia come branzino, tonno, sgombro, sogliole
- mangia la crusca d’avena per colazione, perché è un soppressore naturale dell’appetito, ricca di fibra solubile ha il potere di imprigionare lo zucchero ed evitare al corpo di assorbire le calorie
- mangia l’albume delle uova per evitare la fame chimica, prova a prepararti una frittata con 3 bianchi con un po’ di prezzemolo, semi di finocchio sale e pepe, avrai una frittata da sole 60 calorie
- mangia le mele, saziano tantissimo e placa la fame (leggi qui)
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giovedì 20 novembre 2014
L'olio extra vergine d'oliva è un grasso che non ingrassa
Non bisogna maltrattare il proprio corpo per perdere peso e per stare bene con sè stessi. Il carico calorico di quel che mangi non è essenziale se si vuol dimagrire in tutta salute. Sara Farnetti, nutrizionista volto noto di Rai1, non nega un piatto di pasta o anche le patatine fritte purchè si seguano alcune regole. Quali? Prima di tutto utilizzare un olio di ottima qualità
Sara Farnetti, nutrizionista e volto noto di Rai1, utilizza un approccio metabolico-funzionale. Insegna a scegliere, preparare ed associare gli alimenti sulla base del funzionamento degli organi e delle esigenze specifiche del soggetto per curare i disturbi presenti e prevenire l'insorgenza di patologie.
Tutto ciò che è sano si può mangiare. La cotoletta, la pasta alle vongole, ricche insalate condite con olio extra vergine di oliva finalmente senza contagocce, il cioccolato e la panna montata. Il segreto? Un mix furbo degli alimenti che mettiamo
- Vuole demolire qualche altra nostra certezza?
Dimenticatevi di contare le calorie, o di pianificare la giornata alimentare all’insegna dei prodotti più light: il carico calorico di quel che mangi non è essenziale se si vuol dimagrire in tutta salute. Mai combinare nello stesso pasto più cibi che ti forniscono vari tipi di proteine: carne e pesce insieme, per esempio, uova e una porzione di formaggio, o due fettine di salame seguiti da una porzione di pollo. No anche all’associazione legumi (fonte di proteine vegetali), con la classica fettina: i regimi iperproteici mettono inutilmente sotto stress i reni, per primi delegati a smaltire le scorie legate ai processi digestivi e quindi a non rallentare il metabolismo . Attenzione anche all’associazione nello stesso pasto di pane, pasta, pizza, patate, riso, legumi e frutta. Tutti questi cibi ti forniscono zuccheri e se ne fai un carico eccessivo, rischi pericolosi picchi d’insulina (l’ormone delegato a bruciarli), primi responsabili degli accumuli di ciccia e del loro stoccaggio nei punti critici del corpo femminile. Il segreto? mangiarli separatamente.
Dimenticare quanto si sa sul cibo e sul rapporto che gli alimenti hanno con il nostro metabolismo e la dieta.
Basta qualche minuto in sua compagnia perchè vengano sfatate le false credenze e i luoghi comuni che riguardano i cibi superando il modo comune di pensare secondo cui alcuni di essi fanno ingrassare e altri vanno assolutamente vietati.
Basta qualche minuto in sua compagnia perchè vengano sfatate le false credenze e i luoghi comuni che riguardano i cibi superando il modo comune di pensare secondo cui alcuni di essi fanno ingrassare e altri vanno assolutamente vietati.
Tutto ciò che è sano si può mangiare. La cotoletta, la pasta alle vongole, ricche insalate condite con olio extra vergine di oliva finalmente senza contagocce, il cioccolato e la panna montata. Il segreto? Un mix furbo degli alimenti che mettiamo
- Siamo in vista dell'estate e della fatidica prova costume. Al bando pasta e grassi?
Ad ogni pasto deve essere presente un alimento che stimola il fegato, uno che agevola il rene nell’escrezione dei liquidi e dei tossici, uno che stimola la tiroide se il metabolismo è lento, un solo alimento che richiede l’attività del pancreas che produce insulina, specie per chi è in sovrappeso o ci tiene a mantenersi in forma. Quindi solo uno zucchero (pasta riso patate pane frutta), un soffritto per l’azione sul fegato, pesce per la tiroide, verdure crude o frutta per il rene.
Ad ogni pasto deve essere presente un alimento che stimola il fegato, uno che agevola il rene nell’escrezione dei liquidi e dei tossici, uno che stimola la tiroide se il metabolismo è lento, un solo alimento che richiede l’attività del pancreas che produce insulina, specie per chi è in sovrappeso o ci tiene a mantenersi in forma. Quindi solo uno zucchero (pasta riso patate pane frutta), un soffritto per l’azione sul fegato, pesce per la tiroide, verdure crude o frutta per il rene.
- Soffritto? Ma l'olio extra vergine d'oliva viene quasi bandito da tutte le diete...
L’olio extravergine è un alimento indispensabile per la nostra salute, deve trovare posto anche nella dieta di chi vuole controllare il peso corporeo perché migliora il metabolismo e non favorisce l’aumento di peso. I grassi che contiene, aggiunti agli alimenti, possiedono un effetto anti insulina, l’ormone che fa depositare il grasso a livello addominale. Un pasto senza olio è meno buono e meno salutare. Le vitamine A, E, K, contenute nella frutta e nella verdura, sono liposolubili e quindi non si assorbono se mancano i grassi. Se manca l’olio anche il calcio si assimila peggio perché la vitamina D, liposolubile, ne controlla l’assorbimento.
L’olio extravergine è un alimento indispensabile per la nostra salute, deve trovare posto anche nella dieta di chi vuole controllare il peso corporeo perché migliora il metabolismo e non favorisce l’aumento di peso. I grassi che contiene, aggiunti agli alimenti, possiedono un effetto anti insulina, l’ormone che fa depositare il grasso a livello addominale. Un pasto senza olio è meno buono e meno salutare. Le vitamine A, E, K, contenute nella frutta e nella verdura, sono liposolubili e quindi non si assorbono se mancano i grassi. Se manca l’olio anche il calcio si assimila peggio perché la vitamina D, liposolubile, ne controlla l’assorbimento.
- Non mi dica che si può usare l'olio extra vergine anche su una bella insalata
Da favorire quelle molto diuretiche e depurative che aiutano i reni e il fegato nel loro lavoro: sedano, lattuga, cicoria, insalata belga, rucola, cetrioli. E poi, certo, condire sempre con olio extravergine d’oliva che aiuta la funzionalità del fegato, mettendoti al riparo da gonfiori e problemi di intestino pigro, dovuti proprio ad un suo affaticamento. Si può usarlo senza troppe restrizioni sia a crudo che per cucinare e senza timore che ti faccia metter su ciccia. Anzi: i grassi inducono il senso di sazietà.
Da favorire quelle molto diuretiche e depurative che aiutano i reni e il fegato nel loro lavoro: sedano, lattuga, cicoria, insalata belga, rucola, cetrioli. E poi, certo, condire sempre con olio extravergine d’oliva che aiuta la funzionalità del fegato, mettendoti al riparo da gonfiori e problemi di intestino pigro, dovuti proprio ad un suo affaticamento. Si può usarlo senza troppe restrizioni sia a crudo che per cucinare e senza timore che ti faccia metter su ciccia. Anzi: i grassi inducono il senso di sazietà.
- E' anche d'accordo a una frittura con olio extra vergine d'oliva
Purchè si seguano alcune regole, la frittura non è insalubre. Prima di tutto è da preferire olio extravergine di oliva di ottima qualità. La massima temperatura dell’olio deve essere 160°C-180°C. Se l’olio fuma e emette un odore acre gettarlo via per evitare di ingerire l’acroleina, sostanza tossica e cancerogena. Occorre ridurre i tempi di cottura per evitare che gli alimenti fritti si colorino eccessivamente. L’acrilamide è una sostanza cancerogena che si trova nelle parti bruciacchiate o scure. Gli alimenti da friggere devono essere a temperatura ambiente, asciutti, non salati. Infine per friggere sono da preferire i recipienti in acciaio inox.
Purchè si seguano alcune regole, la frittura non è insalubre. Prima di tutto è da preferire olio extravergine di oliva di ottima qualità. La massima temperatura dell’olio deve essere 160°C-180°C. Se l’olio fuma e emette un odore acre gettarlo via per evitare di ingerire l’acroleina, sostanza tossica e cancerogena. Occorre ridurre i tempi di cottura per evitare che gli alimenti fritti si colorino eccessivamente. L’acrilamide è una sostanza cancerogena che si trova nelle parti bruciacchiate o scure. Gli alimenti da friggere devono essere a temperatura ambiente, asciutti, non salati. Infine per friggere sono da preferire i recipienti in acciaio inox.
Dimenticatevi di contare le calorie, o di pianificare la giornata alimentare all’insegna dei prodotti più light: il carico calorico di quel che mangi non è essenziale se si vuol dimagrire in tutta salute. Mai combinare nello stesso pasto più cibi che ti forniscono vari tipi di proteine: carne e pesce insieme, per esempio, uova e una porzione di formaggio, o due fettine di salame seguiti da una porzione di pollo. No anche all’associazione legumi (fonte di proteine vegetali), con la classica fettina: i regimi iperproteici mettono inutilmente sotto stress i reni, per primi delegati a smaltire le scorie legate ai processi digestivi e quindi a non rallentare il metabolismo . Attenzione anche all’associazione nello stesso pasto di pane, pasta, pizza, patate, riso, legumi e frutta. Tutti questi cibi ti forniscono zuccheri e se ne fai un carico eccessivo, rischi pericolosi picchi d’insulina (l’ormone delegato a bruciarli), primi responsabili degli accumuli di ciccia e del loro stoccaggio nei punti critici del corpo femminile. Il segreto? mangiarli separatamente.
- Pane, pasta e riso dovranno almeno essere attentamente calibrati
Sono spesso le cenerentole di quelle diete che promettono cali vertiginosi di peso , sacrificate a tutto favore della carne e cibi proteici. Un errore: i carboidrati ti aiutano a dimagrire bene , senza intaccare i muscoli, ma agendo solo sui depositi di grasso perché, grazie al loro contenuto di amido , garantiscono energia di lunga durata, senza mandare la glicemia alle stelle e, di conseguenza, senza far innalzare l’insulina. Questo non vuol però dire farne delle abbuffate o esagerare con le dosi: ok, perciò, ai classici 70 grammi di pasta o riso e ai 50-100 grammi di pane al giorno, meglio se tostato perché così ti metti al riparo dal loro contenuto di lieviti che, oltre a provocare gonfiore addominale, rallentano il lavoro del fegato. Per sfruttarne in pieno gli effetti benefici, però, associa pane, riso e pasta a verdure, carne o pesce. Questo mix aiuta ulteriormente il tuo organismo ad evitare inutili innalzamenti degli zuccheri nel sangue. di Alberto Grimelli
Sono spesso le cenerentole di quelle diete che promettono cali vertiginosi di peso , sacrificate a tutto favore della carne e cibi proteici. Un errore: i carboidrati ti aiutano a dimagrire bene , senza intaccare i muscoli, ma agendo solo sui depositi di grasso perché, grazie al loro contenuto di amido , garantiscono energia di lunga durata, senza mandare la glicemia alle stelle e, di conseguenza, senza far innalzare l’insulina. Questo non vuol però dire farne delle abbuffate o esagerare con le dosi: ok, perciò, ai classici 70 grammi di pasta o riso e ai 50-100 grammi di pane al giorno, meglio se tostato perché così ti metti al riparo dal loro contenuto di lieviti che, oltre a provocare gonfiore addominale, rallentano il lavoro del fegato. Per sfruttarne in pieno gli effetti benefici, però, associa pane, riso e pasta a verdure, carne o pesce. Questo mix aiuta ulteriormente il tuo organismo ad evitare inutili innalzamenti degli zuccheri nel sangue. di Alberto Grimelli
Fonte:http://www.teatronaturale.it/tracce/salute/18972-l-olio-extra-vergine-d-oliva-e-un-grasso-che-non-ingrassa.htm
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mercoledì 19 novembre 2014
Allattamento al seno: quali vantaggi?
L'allattamento al seno rappresenta in assoluto il miglior tipo di alimentazione per il bambino nei suoi primi mesi di vita. E' un processo del tutto spontaneo.
a cura di: Dott.ssa Donatella Bresciani (ginecologa), Prof. Silvano Zaglio (specialista in ostetricia e ginecologia - andrologia
)
L'allattamento al seno è il mezzo naturale per assicurare ai nostri bambini tutto quello di cui hanno bisogno per nutrirsi.
E’ un processo del tutto spontaneo ed è importante non farsi scoraggiare dalle piccole difficoltà iniziali, dalla paura di non essere all’altezza o dall’idea che il bambino non si nutra adeguatamente.
E’ un processo del tutto spontaneo ed è importante non farsi scoraggiare dalle piccole difficoltà iniziali, dalla paura di non essere all’altezza o dall’idea che il bambino non si nutra adeguatamente.
I vantaggi dell'allattamento al seno
Per il bambino i vantaggi offerti dal latte materno sono numerosi:
- garantisce l’apporto dei nutrienti nella giusta quantità, nelle proporzioni e nella forma più facilmente utilizzabile dal suo organismo
- permette una corretta idratazione con il mantenimento di un equilibrio idrico ottimale
- rappresenta un importante contributo allo sviluppo del sistema immunitario ancora incompleto, grazie al dosaggio degli anticorpi materni
- è un' efficace forma di prevenzione di allergie e di intolleranze alimentari
- è un ottimo "tranquillante naturale” permettendo, attraverso il contatto con il seno materno, al bambino di sentirsi protetto e rassicurato nei momenti di inquietudine.
Anche per la mamma l’allattamento è utile:
- favorisce, grazie alla suzione che scatena le contrazioni uterine, il ritorno dell’ utero alle sue dimensioni naturali
- comporta un maggior consumo calorico, facilitando il recupero del peso forma
- migliora la calcificazione ossea
- contribuisce a creare un senso di appagamento e di idoneità a soddisfare le esigenze del bambino.
I fattori che oggi controindicano l’allattamento al seno sono molto pochi: è da evitare nel caso in cui la mamma sia affetta da malattie infettive (HCV-HIV), da stati di malnutrizione, tossicodipendenza, disturbi psichiatrici, necessità di assumere farmaci incompatibili con l’allattamento.
Come cambia il latte materno
Il latte materno ha la capacità di modificarsi per quantità, qualità e composizione in modo da soddisfare le specifiche necessità nutrizionali e le capacità digestive e di assorbimento del bambino. Fenomeno questo che si verifica con il trascorrere di giorni e delle settimane.
Infatti subito dopo il parto e per i primi 4-5 giorni dalla nascita viene secreto un liquido giallastro e denso, “il colostro”: è un elemento ipocalorico, con scarsa quantità di lipidi, di glucidi e con elevato contenuto di proteine, ricco di anticorpi prodotti dalla madre che vengono così trasferiti al bambino.
Dal 5°-7° giorno le modificazioni ormonali dell’organismo materno consentono l’avvio della montata lattea, cioè della produzione di vero e proprio latte. Il liquido diventa più ricco e cremoso e biancastro assumendo le caratteristiche tipiche del latte materno; un processo che si completa intorno al 15°-20° giorno di vita del bambino.
Il latte materno “maturo“ è la risposta naturale a tutta la necessità nutritiva del neonato: possiede un equilibrato rapporto tra proteine, lipidi e glucidi, calcio e fosforo, un adeguato contenuto di ferro e di altri utili elementi (immunoglobuline, lattoferrina, macrofagi, linfociti, ecc.).
martedì 18 novembre 2014
Tutto sul vino novello e sulle ricette per degustarlo
Il 6 novembre ormai è una scadenza a cui milioni di italiani non si sottraggono, arriva sulle tavole il vino novello
Dalla mezzanotte di ieri è in vendita in negozi, ristoranti, enoteche, winebar e vinerie per essere consumato entro i prossimi sei mesi, termine ultimo consigliato perché il primo vinodell'annata ad essere imbottigliato mantenga inalterate le proprie caratteristiche, portato a casa o bevuto nei locali si potrà stappare e bere la produzione di milioni di bottiglie di novello realizzati in Italia. Mentre i francesi per poter stappare il loro Beujolais Noveau devono attendere la terza settimana di novembre. Molti si chiedono come sia possibile che soltanto dopo poche settimane dalla vendemmia, il vino novello sia già pronto da bere.
Cominciamo col dire che si sente spesso parlare erroneamente di vino novello come il vino "nuovo", ma tale bevanda nasce da una produzione particolare e molto differente dalla "solita" vinificazione. Il suo segreto si chiama macerazione carbonica, ed è il procedimento grazie al quale si riesce ad ottenere questo vino morbido, dal sapore fruttato e dal colore purpureo.
Perciò vino novello e vino nuovo non sono affatto la stessa cosa. La preparazione del novello è molto diversa dalla tradizionale vinificazione.
L’uva viene chiusa in un contenitore sigillato ermeticamente, da una a tre settimane. La temperatura è intorno ai 30 gradi e l’ambiente è saturato con l’anidride carbonica, in assenza di quella che comunemente viene definita "aria e che è indispensabile per la fermentazione. Come fa il novello a fermentare in assenza d’aria? Succede che l’uva che sta sul fondo del contenitore sia schiacciata da quella sovrastante. In questo modo entra in circolo il mosto, che fermenta ricorrendo ai lieviti naturalmente presenti negli acini. A questo punto c’è la produzione di ulteriore anidride carbonica e alcol.
La particolare tecnica di vinificazione appena descritta è nata quasi per caso nel 1934 in Francia, dove si produce il Beaujolais Nouveau dove un gruppo di ricercatori francesi stavano sperimentando un metodo innovativo per la conservazione dell'uva, che prevedeva appunto il contatto con anidride carbonica. Come metodo di conservazione non si dimostrò valido, ma gli stessi ricercatori si accorsero che le uve tendevano a diventare "frizzanti" e ad assumere aromi particolari e gradevoli; decisero quindi di vinificarle, ottenendo un vino molto diverso da quelli tradizionali ma decisamente apprezzabile sotto molti punti di vista, leggero e frizzantino con bouquet aromatico e bassa gradazione, solo11°. Non occorre essere esperti enologi per apprezzarlo, il novello viene consumato soprattutto dal pubblico dei più giovani in abbinamento con i prodotti autunnali, degustati in casa o in pizzerie, enoteche, winebar, ristoranti e nelle piazze dove sono numerose le feste e le sagre.
Anche se per berlo non occorrono feste o ricorrenze ma solo il piacere del gusto e del palato. Vino giovane e atipico rispetto ai rossi tradizionali, apre le porte alla sperimentazione di abbinamenti inusuali, offre sperimentazioni di accostamenti azzardati e rende onore all’accostamento con peperoncini e pietanze piccanti; grazie agli aromi fruttati il novello si sposa bene con peperoncini altrettanto aromatici, quindi “ceraselle” “diavulicchi” “cancaricchio” o raccogliendo i profumi e i sapori migliori nel mondo del peperoncino, largo all'Amachito, al Datil, al Cumari, all'Habanero Red. Anche se gli abbinamenti più usuali e anche ben riusciti restano le castagne e i prodotti tipici come salumi, formaggi piccanti a pasta molle, o abbinato a zuppe di funghi freschi o paste con funghi secchi. Alcuni accostano il novello persino ai carciofi, che solitamente sono difficili da accompagnare al vino. Un vino novello di qualità, comunque, non disdegna primi piatti non molto elaborati e secondi di pesce e carni non troppo corpose. L’arrivo del vino novello viene festeggiato in tutta Italia, da nord a sud.
Ecco alcune ricette per degustare il vino novello proposte da dallo Chef Federico Valicenti, che cucina per i suoi clienti del ristorante 'Luna Rossa', nel Parco Nazionale del Pollino.
Fonte:http://www.piusanipiubelli.it/alimentazione/ricette/tutto-sul-vino-novello-sulle-ricette-per-degustarlo.htm
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800 farmacie unite a sostegno del benessere dei bimbi
Con la Fondazione Rava raccolta benefica per Italia e Haiti
Giovedì 20 novembre mille volontari della Fondazione Francesca Rava saranno in 800 farmacie di tutta Italia per distribuire la Carta dei diritti dei bambini e invitare i clienti ad acquistare farmaci da banco a uso pediatrico, alimenti per l'infanzia e altri prodotti per la cura dei più piccoli. Il ricavato sarà poi donato a 180 case famiglia e ad enti che aiutano l'infanzia sul territorio italiano e ad Haiti all'Ospedale NPH Saint Damien, unico centro pediatrico dell'isola.
L'iniziativa si chiama 'In farmacia per i bambini', e ha come partner Federfarma e Cosmofarma. "In farmacia - commenta Annarosa Racca, presidente di Federfarma - registriamo quotidianamente le difficoltà di tante famiglie e sappiamo che ormai, ai bambini dei paesi economicamente meno fortunati, si aggiungono tantissimi bambini italiani che vivono in condizioni di povertà, non mangiano sufficientemente, non possono essere seguiti come dovrebbero. Per questi bambini vogliamo fare qualcosa, un impegno in linea con la mission della farmacia di tutelare la salute dei cittadini e di svolgere nella società un ruolo che diventerà sempre più attivo".
L'iniziativa può contare anche sul supporto di molte aziende farmaceutiche, che hanno donato i loro prodotti e messo a disposizione i loro collaboratori. Nelle farmacie aderenti, infine, sarà distribuita la Carta dei Diritti dell'Infanzia: "Tra questi diritti - conclude la Fondazione Rava - verrà sottolineato il diritto alla vita e ad una famiglia, minacciato anche in Italia dalla crescente emergenza sociale dell'abbandono neonatale". Le farmacie aderenti sono elencate su www.nph-italia.org.
L'iniziativa si chiama 'In farmacia per i bambini', e ha come partner Federfarma e Cosmofarma. "In farmacia - commenta Annarosa Racca, presidente di Federfarma - registriamo quotidianamente le difficoltà di tante famiglie e sappiamo che ormai, ai bambini dei paesi economicamente meno fortunati, si aggiungono tantissimi bambini italiani che vivono in condizioni di povertà, non mangiano sufficientemente, non possono essere seguiti come dovrebbero. Per questi bambini vogliamo fare qualcosa, un impegno in linea con la mission della farmacia di tutelare la salute dei cittadini e di svolgere nella società un ruolo che diventerà sempre più attivo".
L'iniziativa può contare anche sul supporto di molte aziende farmaceutiche, che hanno donato i loro prodotti e messo a disposizione i loro collaboratori. Nelle farmacie aderenti, infine, sarà distribuita la Carta dei Diritti dell'Infanzia: "Tra questi diritti - conclude la Fondazione Rava - verrà sottolineato il diritto alla vita e ad una famiglia, minacciato anche in Italia dalla crescente emergenza sociale dell'abbandono neonatale". Le farmacie aderenti sono elencate su www.nph-italia.org.
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