martedì 6 gennaio 2015

Super cibi per la mente

"Super cibi per la mente": Neal D. Barnard e il menù vegetariano che fa bene al cervello

VEGETARIANO

Alzheimer, demenza, disturbi cognitivi. Invecchiare può riservare amare sorprese al nostro cervello, che improvvisamente perde colpi e dimentica volti, nomi, eventi fondamentali. Questo può accadere anche alle persone giovani a causa di una alimentazione scorretta. Esistono infatti cibi che danneggiano i percorsi neuronali e cibi che invece aiutano la mente a rimanere in forma.
Neal D. Barnard, docente alla George Washington University of Medicine, è un esperto statunitense di medicina preventiva che negli anni ha maturato prove scientifiche sull'importanza del mangiare bene per prevenire l'invecchiamento precoce del cervello. “Super cibi per la mente” (Sonda edizioni, 18 euro, a cura di Luciana Baroni) spiega che la dieta migliore per le nostre sinapsi è la scelta vegetariana: i grassi animali, infatti, vanno a braccetto con i metalli pesanti come rame, ferro e zinco che per i ricercatori potrebbero essere la causa dell'inceppamento della memoria. Un alimentazione accorta può non soltanto prevenire la demenza ma anche aiutare a sbarazzarci dei farmaci per il colesterolo e la pressione alta.

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Super cibi per la mente di Neal D. Barnard, Macrlibrarsi

Per il suo impegno a favore di una dieta vegetariana – ormai entrata nelle abitudini di quasi 4 milioni di italiani - il prossimo 5 ottobre al palazzo Marino di Milano Barnardriceverà il premio animalista “Empty Cages”, nell'ambito della Settimana Internazionale Vegetariana che comprende il 4 ottobre la Notte Veg: cento ristoranti italiani proporranno una cena vegana.
I metalli: attenzione all'integratore multivitaminico
I ricercatori hanno scoperto che nelle persone affette da Alzheimer si formano dei grovigli, simili a placche, nel tessuto cerebrale. Tali filamenti contengono la proteina beta-amiloide e metalli come ferro, rame e zinco. I metalli sono preziosi per l'organismo ma se presenti in grosse quantità possono danneggiare i neuroni: per esempio se assumiamo troppo rame potremo avere problemi di memoria e una mente meno elastica. Spesso mangiamo ferro, rame e zinco ingoiando integratori vitaminici senza averne davvero la necessità. E alcune pentole in ghisa potrebbero rilasciare troppo ferro nei cibi che cuciniamo. Ma è soprattutto la carne la responsabile dell'eccesso di metalli pesanti nel nostro corpo. Secondo Barnard è molto meglio consumare legumi e proteine vegetali: contengono ferro che il corpo assimila soltanto se ne ha bisogno. E per avere una giusta quantità di rame e zinco basta introdurre nella dieta frutta secca, cereali integrali, funghi, arachidi, semi di sesamo.


Scegli il deodorante giusto...
Gli esseri umani non necessitano di alluminio. Eppure questo metallo si annida nel cervello dei malati di Alzheimer, sebbene non sia stato ancora stabilito il nesso tra alluminio e processo degenerativo. Da dove viene? Spesso dall'acqua che beviamo: nei processi depurativi le centrali utilizzano proprio l'alluminio per eliminare le particelle in sospensione. Ma anche dagli emulsionanti e dai conservanti utilizzati dall'industria alimentare. Pesce e crostacei poi, sono miniere di alluminio inutile. L'atteggiamento migliore, senza cadere nell'ansia, è quello di consumare cibi semplici evitando gli alimenti confezionati, il lievito industriale, il sale in bustine (contiene un anti-agglomerante a base di alluminio), alcuni sottaceti e, sorprendentemente, gli antitraspiranti per il sudore: a differenza dei normali deodoranti, è ricco di alluminio.
Mangia come gli abitanti delle “zone blu”
Si chiamano Blue Zones e sono territori dove gli abitanti campano molto più a lungo della media. Le Blue Zones sono Okinawa, la Sardegna, Loma Linda, l'isola greca Icaria e la penisola Nicoya in Costarica. Nei piatti di queste zone raramente entrano alimenti di origine animale. Vengono privilegiati invece cereali e verdure. Secondo studi ormai consolidati, i consumatori di carne hanno un terzo di probabilità in più di sviluppare l'Alzheimer.
Quello snack pieno di grassi trans
Il rame è specialmente pericoloso se viene legato ai grassi saturi e agli oli parzialmente idrogenati. I grassi saturi sono presenti soprattutto nei latticini (burro, formaggi, latte) ma anche nelle parti grasse della carne: lardo, prosciutto. L'industria alimentare poi è ricca di grassi trans, particolarmente nocivi: sono i grassi sottoposti a idrogenazione per poi finire in snack, pasticcini e patatine. Basta dare un'occhiata all'etichetta e stare alla larga dagli ingredienti poco salutari.
Colesterolo nemico del cervello
Un alto livello di colesterolo è dannoso per il cuore ma anche per il cervello poiché stimola la produzione di beta-amiloide e conduce a una maggiore probabilità di sviluppare l'Alzheimer. Secondo uno studio, il livello quotidiano nocivo di grassi saturi è 25 grammi. Per stare bene occorre scegliere cibi che contengono i cosiddetti “grassi buoni” come omega-3 e omega-6 contenuti prevalentemente nei broccoli, nei semi di lino, nelle noci. Anche il pesce è ricco di omega-3 ma comporta un maggiore accumulo di grassi e metalli nocivi.



Spinaci e insalata per migliorare l'udito
Le vitamine che proteggono i neuroni dai radicali liberi sono quattro: la vitamina E,l'acido folico, la vitamina B6 B12. La vitamina E si trova in grandi quantità nei semi, mandorle, nocciole, pinoli, avocado, mango, spinaci, broccoli. Basterebbero anche solo 30 grammi di frutta secca al giorno per avere il 25% di probabilità in meno di sviluppare l'Alzheimer e le demenze. L'acido folico migliora anche l'udito e si trova in tutte le verdure a foglia, ma anche nel melone. La vitamina B6: cereali integrali, banane, patate dolci e frutta secca. La vitamina B12, normalmente contenuta nei prodotti di origine animale, si trova in integratori specifici obbligatori per coloro che scelgono un'alimentazione vegetariana.
Il caffé e il vino sono amici del cervello
Nel 2010 uno studio ha scoperto che gli amanti della caffeina riducono di moltissimo il rischio di sviluppare l'Alzheimer. Esiste però l'altro lato della medaglia: bere molto caffé non favorisce il sonno, e il poco riposo danneggia le connessioni neuronali. Analogamente un consumo moderato di vino protegge non soltanto il cuore ma anche il cervello. L'importante è la moderazione.
La ginnastica che aiuta l'intelligenza
Uno studio della Columbia University ha sottoposto dei volontari a sessioni di ginnastica seguite da test cognitivi. Il risultato: fare sport contribuiva a migliorare i risultati. Ciò accade perché la ginnastica aerobica aumenta la quantità di Brain-Derived Neurotrophic Factor (BDNF) nelle cellule cerebrali, e questa sostanza aiuta a esorcizzare l'invecchiamento cerebrale.
Un piatto di pasta e sonno alle 22
Il sonno aiuta la memoria, consente al cervello di fissare i ricordi e le informazioni, ma soprattutto interrompe la produzione di amiloide, sostanza che può causare danni alla memoria se viene accumulata durante lunghe ore di veglia. Per favorire il sonno è meglio evitare di bere alcol poco prima di coricarsi, ma soprattutto è meglio cenare con carboidrati (pasta, riso, pane). Le proteine infatti contengono aminoacidi che inibiscono la serotonina. Secondo il dottor Barnard, l'orario migliore per addormentarsi è le 22.
fonte:http://www.huffingtonpost.it/2013/09/29/alzheimer-dieta-vegetariana_n_4013008.html


lunedì 5 gennaio 2015

Mantenere una bella stella di Natale di anno in anno



Il nome botanico è Euphorbia pulcherrima; viene anche chiamata Poinsettia, in quanto al momento della sua prima catalogazione botanica non si pensava fosse una euphorbia, e quindi le venne dato il nome del primo governatore americano del Messico. Solo successivamente, ulteriori studi, fecero capire che questa pianta appartiene alla grande famiglia delle euphorbiacee, che comprende piante succulente simili a cactus, arbusti, piccoli alberi e piante erbacee. In natura questa pianta è originaria del Messico, anche se ai nostri giorni si è naturalizzata anche in molte zone dell’Asia; siamo abituati a vedere piccole piante di stella di Natale, ma in natura si sviluppano come grandi arbusti, o piccoli alberi, arrivando a superare i tre metri di altezza; in vaso in genere è difficile trovare delle poinsettie più alte di un metro.
Hanno sottili fusti semi legnosi, di colore verde brillante, molto ramificati; il fogliame è scuro, di forma particolare, ricorda un poco quello dell’agrifoglio, pur avendo lamine fogliari più sottili e delicate; all’apice dei fusti si sviluppano in inverno grandi infiorescenze, che siamo abituati a considerare singoli fiori. In realtà i veri fiori della stella di Natale sono simili a quelli di tutt ele euphorbie: sono detti ciazi e hanno dimensioni piccole, sono praticamente privi di petali e sono di colore verde o giallo.
Quelli che consideriamo i grandi petali della poinsettia sono in realtà brattee, che sottendono le infiorescenze; ciò significa che non sono petali, ma foglie trasformate. La specie botanica ha brattee di colore rosso acceso, lisce e ampie; nel corso dei decenni però il successo in coltivazione di questa pianta ha dato il via alle ibridazioni; così oggi possiamo avere poinsettie con brattee rosa, fucsia, gialle, bianche, striate, variegate, doppie, arricciate, arrotolate. Si tratta però sempre della stessa pianta e della stessa specie, e quindi tutte le stelle di Natale vanno coltivate nello stesso modo.



Famiglia e genere  Euphorbiaceae, Euphorbia pulcherrrima
Tipo di pianta In natura arbusto di quasi 3 metri, in vaso massimo 1 metro
Esposizione Luogo luminoso ma senza luce solare diretta
Rustico Pianta delicata, poco rustica
Terreno Terriccio universale leggero e drenante
Colori rosse, gialle, rosa, bianche
Irrigazione Evitare ristagni idrici
Fioritura con giornate molto brevi, > 12 ore di buio a notte
Propagazione Talea

Coltivare la stella di Natale

Stella di Natale
In natura queste piante vivono in luoghi collinari o montuosi, caratterizzati da un clima privo di forti sbalzi di temperatura e con minime notturne abbastanza alte; non sopportano temperature inferiori ai 12-15°C, che possono causare la repentina e totale perdita di tutto il fogliame. In Italia quindi si coltivano in appartamento, o in n vano scale poco riscaldato.
Durante l’inverno mostrano gradire temperature notturne abbastanza basse, quindi se possibile teniamo la nostra stella di Natale in una stanza della casa non eccessivamente riscaldata e tassativamente lontane da fonti di calore diretto, quali termosifoni o caminetti; allo stesso modo, evitiamo gli sbalzi di temperatura verso il basso, e quindi evitiamo la vicinanza a porte o finestre, ad cui possano entrare folate di aria fredda. Una volta trovato un angolo abbastanza luminoso e fresco, evitiamo di spostare la pianta, se non girandola periodicamente, in modo che possa godere della stessa luminosità da tutti i lati. Il terreno in cui coltivare l’euphorbia sarà un buon terriccio universale, alleggerito con poca sabbia, per evitare i ristagni idrici, che potrebbero favorire lo sviluppo di malattie fungine.
Per tutto l’arco dell’anno annaffiamo solo quando il terreno è ben asciutto, questo può significare anche ogni giorno in giugno o luglio, e solo una volta a settimana in inverno; evitiamo di lasciare a lungo la pianta completamente asciutta, ma anche di mantenere spesso il terreno inzuppato di acqua; per aumentare l’umidità ambientale teniamo il vaso in un sottovaso pieno di argilla espansa, sempre immersa nell’acqua, in modo che l’evaporazione lavori per noi.
Se casa nostra è molto asciutta e amiamo le piante da appartamento, sarebbe opportuno tenere le piante vicine e a fianco un umidificatore a freddo, che immetta costantemente acqua nell’aria. Le foglie di stella di Natale non temono di venire bagnate dalle annaffiature, ma se viviamo in una zona con acqua molto calcarea, rischiamo di macchiarle, è quindi opportuno bagnare solo il terreno. Per tutto l’arco dell’anno somministriamo un fertilizzante, ogni quindici giorni, sospendendo la somministrazione nel periodo della fioritura.

Mantenere una bella stella di Natale di anno in anno

Stella di Natale
Tipicamente nel periodo natalizio i vivai sono pieni di stelle di Natale di vari colori, ottenute di solito per talea da piante madri. Ne acquistiamo una, la portiamo in casa, cerchiamo di farla sopravvivere almeno per il periodo di festività, e non appena si affloscia o perde le foglie, la lasciamo seccare, del resto l’anno successivo ne acquisteremo un’altra. Non deve necessariamente accadere sempre in questo modo: è possibile coltivare una poinsettia in vaso per molti anni, ottenendo ogni anno, in inverno, le tipiche brattee colorate.
Prima di tutto, cerchiamo di coltivare la nostra poinsettia nel modo migliore, annaffiando con regolarità, fornendo fertilizzante di buona qualità e rinvasando ogni due o tre anni, ovvero quando le radici cominciano ad uscire dai fori di scolo del vaso. Oltre a questo cerchiamo di trovare una posizione ideale per la nostra pianta; in estate la stella di Natale può stare sul terrazzo, in luogo semiombreggiato; all’arrivo dell’autunno andrà spostata in una stanza poco riscaldata o sul pianerottolo delle scale, possibilmente in luogo luminoso, ma non vicino a finestre o con luce solare diretta.
A questo punto, se desideriamo che le brattee colorate si presentino, dovremo considerare che queste piante fioriscono solo quando le giornate sono molto brevi; a tale scopo, è necessario fare in modo che la pianta riceva più di 12 ore di buio ogni giorno, considerando anche la luce artificiale. Per questo motivo, è necessario coprire le piante in casa, con ella carta scura, dalle 16 fino alle 8 del giorno dopo (più o meno).
In genere è sufficiente effettuare tale operazione per circa una settimana per favorire lo sviluppo dei fiori; a questo punto, sospendiamo le concimazioni e lasciamo la pianta senza copertura. Godiamoci a questo punto le grandi infiorescenze; in primavera cimeremo tutti i rami, in modo da favorire uno sviluppo più compatto della pianta. Nelle zone d'italia con clima invernale molto calo, le poinsettie potrebbero vivere anche in giardino, anche se generalmente anche un breve periodo di freddo intenso può rovinare molto le piante, o anche distruggere tutti i rami; piante rovinate dal freddo si riprendono germogliando in primavera, ma di solito è difficile vedere poinsettie in un giardino siciliano, anche a causa di questo problema.

Propagare la stella di Natale

Stella di Natale
Le stelle di Natale difficilmente producono semi, e soprattutto difficilmente sono fertili, e anche se lo fossero difficilmente produrranno piante identiche alla pianta che li ha prodotti, trattandosi sempre di ibridi. Per questo motivo le stelle di Natale si propagano per talea. Queste piante tendono a radicare abbastanza facilmente, sia per talea semi legnosa, sia per talea legnosa; per questo motivo è possibile preparare delle talee anche utilizzando dei rami già ben sviluppati, dando origine rapidamente ad una nuova pianta già cresciuta.
Più spesso comunque si utilizzano piccole talee, in modo da poterle cimare per dare origine a piante più compatte e dense, a forma di coppa. Le talee di stella di Natale si preparano in primavera, o anche in tarda estate; si prelevano gli apici dei rami privi di fiori, si staccano le foglie nella parte bassa e si tagliano a metà quelle nella parte superiore, e quindi si prepara la talea per la radicazione. Anche le stelle di Natale, come tutte le euphorbie, contengono nei loro tessuti grandi quantità di lattice bianco, che impedisce la rapida cicatrizzazione dei tagli.
Per questo motivo è fondamentale prima di tutto prelevare le talee con un coltello molto affilato, in modo da evitare di produrre tagli sfilacciati, che resterebbero aperti a lungo. Oltre a questo, è importante fare in modo che dalla talea non esca più lattice prima di porla nel terreno per la radicazione. Si ovvia a questo problema facendo radicare la talea in acqua, oppure ponendola brevemente in acqua tiepida (cosa che ferma la fuoriuscita del lattice), quindi nell’ormone radicante, e poi nel terreno. Le talee si producono con gli apici dei rami, o anche con porzioni di ramo, in modo da poter favorire lo sviluppo di nuovi germogli anche nella parte alta della nuova pianta.


Le piante natalizie

Stella di Natale
La gran parte delle piante che vengono utilizzate durante il periodo natalizio sono simboli, più o meno chiari, delle feste che andremo a celebrare. Tipicamente molte piante son sempreverdi, a richiamare la gioia della vita, anche durante l’inverno; molte piante utilizzate nel periodo natalizio hanno fiori o bacche rosse, questo per richiamare Gesù Cristo, a cui viene attribuito, nell’iconografia classica, un mantello rosso fuoco, e quindi il colore rosso, tipico del Natale.
Gli abeti venivano anche anticamente utilizzati per celebrare le festività di fine anno, in quanto alberi cosmici, in quanto tramiti tra l’uomo e la divinità, che risiede nell’alto dei cieli, dove giungono le cime degli alberi più alti. L’agrifoglio veniva già utilizzato dagli antichi romani, per tenere lontano da casa il male; il pungitopo, utilizzato come l’agrifoglio, anche nelle feste del solstizio d’inverno.
Il vischio, pianta sacra per le antiche popolazioni celtiche, diviene sacra anche nelle leggende legate a Cristo. Assieme a tutte queste piante, la poinsettia diviene pianta natalizia solo in tempi più recenti, assieme alla leggenda dei piccoli pastorelli, che non potendo donare nulla a Gesù in chiesa per la notte di Natale, portarono un ramo preso da una pianta trovata per strada, una poinsettia rossa appunto.

Parassiti e malattie

Stella di Natale
I problemi più tipici dell’euphorbia pulcherrima sono legati all’umidità ambientale ed alle annaffiature. Una pianta che tende ad afflosciarsi ed a perdere di turgore, di solito necessita di annaffiature più frequenti; Un terreno asfittico, sempre bagnato, causa maculature scure sul fogliame, che tende a divenire floscio. I margini delle foglie che si raggrinziscono spesso sono sintomo di scarsa umidità ambientale. Una sottile polvere grigia tra le foglie o alla base dei fusti è invece chiaro sintomo di un attacco di botrite, una pericolosa muffa, che tende a svilupparsi molto rapidamente. Di solito, corrette cure colturali tendono a mantenere una stella di Natale sempre sana e rigogliosa. Se la nostra pianta perde le foglie, e tende a soffrire molto, proviamo a potarla drasticamente, in modo da favorire lo sviluppo di foglie nuove e sane.

Cosa non fare con una Stella di Natale

La stella di natale è una pianta di origini tropicali abituata a condizioni climatiche ben differenti da quelle che si trovano nella nostra penisola durante il periodo natalizio. In natura questa pianta non resisterebbe sicuramente alle nostre latitudini ma anche in appartamento ci sono degli accorgimenti da tenere se vogliamo che questa pianta non soffra. Alcune situazioni infatti possono danneggiare in maniera rapida ed irreversibile la pianta, che in pochi giorni potrebbe passare da uno stato di buona salute ad un deperimento intenso e generalizzato.
Fra i comportamenti sbagliati che danneggiano in maniera più forte la stella di Natale c'è sicuramente il mettere questa pianta in un luogo sbagliato. Ci sono 2 fattori che possono rovinare la nostra stella di natale e non farle passare a volte nemmeno il periodo delle festività in buono stato: la luce ed il freddo. La luce deve essere continua ma sopratutto le ore di buio devono essere continue e non devono mai essere interrotte se non si vuole creare disturbo alla pianta.
Questo significa che dovremo mettere la stella di Natale in una stanza dove di notte nessuno accende la luce anche solo per qualche minuto perchè quest'interruzione del buio potrebbe a lungo andare rovinare la pianta. Tuttavia un fattore ancora più dannoso per le stelle di natale coltivate nei nostri appartamenti è senza dubbio il freddo, ed in particolare le correnti d'aria improvvise che possono arrecare dei seri danni alle piante.
La poinsettia infatti non tollera sbalzi di temperatura improvvisi e quando apriamo le finestre di casa per fare le pulizie o per far cambiar aria dovremo stare molto attenti al fatto che la pianta non sia eccessivamente esposta alle correnti d'aria. Anche un colpo di freddo breve può causare dei seri danni alla pianta, a partire da un ingiallimento ed una conseguente rapida defogliazione.


domenica 4 gennaio 2015

Alimenti per la memoria


Alimenti per la memoria

Sembra impossibile ma esistono "alimenti per la memoria", se è vero, come ci insegnano i nostri antenati latini, che la mente sana si trova in un corpo sano, è pure vero che per mantenere una mente sana, oltre all’attività fisica, serve sopratutto un’alimentazione salutare. Una recente ricerca, suggerisce che una alimentazione corretta e un apporto calorico adeguato aiutano a mantenere integre le funzioni cognitive e a migliorare la memoria.

Cosa è la memoria

La memoria è la capacità di mantenere informazioni, immagini, suoni, odori, gusti, durante il tempo ed è una capacità del nostro cervello. Simbolicamente parlando invece, la memoria rappresenta la storia, dunque perderla significherebbe perdere la propria identità e le proprie radici. E’ molto importante perciò assumere alimenti che ci permettono di mantenere una memoria sana e un cervello giovane.

Come è formato il cervello

Il cervello è formato da neuroni, che contengono i neurotrasmettitori, derivate dagli aminoacidi e quindi dalle proteine. Pur se esso pesa meno di un chilo e mezzo, è pienissimo di neuroni, infatti essi sono circa ventotto miliardi, si formano nell’embrione e non vengono più rigenerati quando qualcuno di esso muore, dunque dobbiamo avere cura di mantenerli sani e non farli morire prematuramente attraverso cattive abitudini. Molto importante è una zona del cervello in particolare, l'ippocampo, che si trova nel sistema limbico, ed è  deputato alle emozioni e alle funzioni primarie, influendo sull’apprendimento e sulla memoria.



Come funziona il cervello

Il cervello è la nostra centrale operativa, invia, riceve e interpreta i messaggi, il tutto tramite una miriade di molecole, i neurotrasmettitori, queste molecole vengono captate e recepite da antenne presenti sulle cellule (i recettori). I segnali (ovvero i messaggi) si propagano da neurotrasmettitore a neurotrasmettitore grazie a una complicata reazione elettrochimica. Per fare tutto ciò, il cervello “mangia” molto infatti consuma ben il 20% delle calorie ingerite ogni giorno.

Quali alimenti mangiare per rinforzare la memoria?

Gli alimenti che contribuiscono al miglioramento della nostra memoria e il nostro cervello
sono i seguenti:
  1. Gli omega 3 e gli acidi grassi (dunque pesci come il salmone, lo sgombro e il pesce azzurro). Essi servono per il buon funzionamento del cervello e aiutano nella formazione della struttura delle cellule. Servono per mantenere le membrane flessibili e influenzano le capacità cognitive in genere. Inoltre, se assunti durante la gravidanza addirittura migliorano l’intelligenza del feto
  2. Gli alimenti integrali come, la crusca il pane, i cereali, l’orzo e le germe di grano. Contengono la tiamina, utile per migliorare la memoria e aiutano il cervello nelle sue funzioni. Servono  anche per prevenire l’emicrania e il mal di testa
  3. Le vitamine del gruppo B come la B6, la B12 e l’acido folico (B9), (dunque , il pesce, il latte, i formaggi, le lenticchie, i tuorli d’uovo, gli asparagi e le arance) che rilasciano sostanze utili per la trasmissione di informazioni
  4. La vitamina C (dunque i broccoli, il pomodoro, i frutti di bosco e gli agrumi) aiuta a proteggere dalla formazione di radicali liberi
  5. Gli zuccheri, consumati durante la giornata, aiutano a non avere cali di concentrazione e non avere “ la nebbia” nel cervello
  6. Gli arachidi forniscono la colina, un’altra importante sostanza nutritiva ottimale per la funzione cerebrale. La colina aiuta sia la memoria che lo sviluppo cerebrale
  7. Gli alimenti contenenti lo zinco come il pesce, la frutta secca, i semi di zucca e la carne rossa. Lo zinco svolge un ruolo fondamentale nel migliorare la memoria e le competenze di pensiero
  8. La vitamina E (dunque le noci, le nocciole e l’olio di semi di girasole) aiuta a proteggere le cellule celebrali dai danni dei radicali liberi
  9. Le proteine (dunque la carne, i legumi, il latte, i formaggi, la soia e attivano i neurotrasmettitori associati con la memoria le uova) aiutano a stabilizzare il livello di zuccheri contenuti nel sangue
  10. La vitamina D (dunque il latte, lo yogurt, alcuni cereali e il pesce) previene l’invecchiamento del cervello
  11. Le verdure come i cavoletti di Bruxelles, i broccoli e gli spinaci prevengono malattie dovute all’età, migliorano le abilità nel parlare e l’attenzione
  12. I grassi come l’olio di oliva, i semi di girasole e i semi di lino, aiutano a mantenere l’elasticità nelle cellule nervose e facilitano le connessioni tra neuroni
  13. I fagioli migliorano, tramite l’inositolo, l’umore, riducono i sintomi di depressione. Inoltre servono per la sintetizzare la colina, una sostanza organica molto importante per il cervello
  14. Il tofu contiene grassi che fanno bene al cervello e al sistema nervoso
  15. La vitamina A, o betacarotene, (dunque le carote, le albicocche, l’olio, il fegato di merluzzo e gli alimenti di colorazione giallo-arancione) aumenta la memoria
  16. Gli integratori come la fosfatidilserina contenuta pure nelle membrane degli animali che aumenta l’attività metabolica del cervello, migliora la memoria e l’apprendimento
  17. Gli alimenti contenenti antiossidanti come la frutta (in particolar modo le prugne), la verdura colorata, le bacche come i mirtilli, le fragole, i lamponi e le more, i peperoni rossi e le arance, utili a preservare la funzionalità cerebrale e a migliorare la struttura dei vasi sanguigni. Aiutano inoltre il coordinamento, la memoria, l’equilibrio e nutrono il cervello
  18. Il tuorlo dell’uovo contenente la colina, necessaria alle membrane cellulari e alla trasmissione degli impulsi nervosi. La colina è indispensabile anche per lo sviluppo cerebrale del feto e del bambino
  19. Le bevande come il the verde, i decotti e il ginseng, contengono gli antiossidanti e aiutano a mantenere giovane il cervello
  20. Le noci, somiglianti proprio al cervello e denominate proprio “cibo per il cervello”. Esse, oltre alla vitamina E, contengono la serotonina che è un’importante sostanza chimica del cervello che controlla sia il nostro umore e che il nostro appetito
  21. I fiori di Bach utili per trattare emozioni che si trovano alla base della scarsa lucidità mentale e della riduzione della memoria
  22. Gli estratti dalla pianta ginko biloba che migliorano la circolazione di sangue nel cervello, la concentrazione e la memoria
  23. I tuberi come le patate e le barbabietole, sono un ottimo nutriente per il cervello
  24. Le spezie come la curcuma che aiutano a rigenerare le cellule del cervello
  25. Le bacche come i lamponi, le more e le fragole che posseggono composti che agiscono sui sistemi chiave del cervello per attivare altre proteine in grado di aiutare la memoria o altre capacità cognitive e aiutano a proteggere il cervello dallo stressossidativo
  26. I carboidrati (dunque il pane, la pasta e le patate) aiutano a mantenere integra la memoria



Considerazioni finali sugli alimenti per la memoria:

Inoltre questi alimenti, oltre a ciò che è elencato, in generale migliorano l’apprendimento verbale, aiutano a prevenire le malattie del cervello e il morbo d’Alzheimer, migliorano le capacità del cervello, inibiscono l’acetilcolinesterasi, un’enzima che danneggia l’acetilcolina, neurotrasmettitore implicato nella memoria,  fluidificano la comunicazione tra i neuroni e aiutano a incrementare la potenza del cervello. Bisogna evitare alimenti contenentifenilalanina come l’aspartame e le mandorle, poiché elevate concentrazioni di essa nel cervello possono provocare ritardo mentale, ritardo nell'accrescimento e morte precoce, evitare i cibi pesanti che provocano sonnolenza e limitare la caffeina che riduce la capacità di concentrarsi.
Ovviamente è utile anche tenere in allenamento la mente con giochi come gli scacchi e il sodoku, imparare delle poesie a memoria, bere sempre molta acqua, dormire almeno le ore necessarie, imparare sempre cose nuove ed essere ben organizzati. Allora, ricordate tutto quello che dovete fare e ciò che dovete inserire nel carrello?



fonte:http://www.inerboristeria.com/quali-alimenti/alimenti-per-la-memoria.html

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sabato 3 gennaio 2015

Dieta disintossicante dopo il periodo natalizio: consigli per recuperare il peso forma dopo le abbuffate delle feste

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Chirurgia Estetica Roma Cavitazione Pressoterapia Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Peso Dieta Dimagrire Grasso Tornare in forma dopo le feste Natale DIETA DISINTOSSICANTE DOPO PERIODO NATALIZIOOggi si festeggia l’Epifania che “tutte le feste si porta via”, sì tutte le feste, ma non i chili accumulati in queste giornate di abbuffate epocali! Il periodo festivo finisce oggi ed eccoci che all’improvviso, quasi a risvegliarsi da un lungo piacevole sogno, qualcuno si è ritrovato tragicamente a pensare che la prova costume – in fondo – non è più così lontana.
Italiani ingrassati di cento milioni di chili
Quest’anno, causa crisi economica, gli italiani hanno mangiato meno delle scorse feste natalizie, tuttavia l’aumento di peso di questi giorni si attesta mediamente a 2 kg ed è dovuto all’assunzione di circa 15mila-20mila calorie in più per l’effetto combinato del maggior consumo di cibi calorici abbinato a bevande alcoliche e della rinuncia ad alimenti fondamentali come frutta e verdura. Ciò ha determinato un aumento di peso della popolazione italiana di quasi cento milioni di chili causati da pandori e panettoni, ottanta milioni di bottiglie di spumante, ventimila tonnellate di pasta, 5 milioni di chili tra cotechini e zamponi e frutta secca, pane, carne, salumi, formaggi e dolci per un valore complessivo vicino ai cinque miliardi di euro, solamente tra il pranzo di Natale e i cenoni della Vigilia e di Capodanno. Ad appesantire (letteralmente!) la situazione il fatto che le conseguenze dell’abbuffata natalizia sono state spesso aggravate dalla sospensione delle attività sportive e da una maggiore sedentarietà, complici le lunghe soste a tavola con parenti e amici che hanno ridotto il movimento fisico e favorito l’accumulo di peso. Ecco quindi che la dieta diventa una necessità a cui è bene non sottrarsi, ma che va affrontata con impegno e costanza, meglio se con l’aiuto di un dietologo.
Le regole da seguire per tornare in forma dopo le feste
1) Vietati i digiuni e le diete fai-da-te soprattutto se strettamente ipocaloriche, perché il peso perso viene comunque recuperato in poche settimane e con gli interessi.
2) Fare movimento! Almeno mezz’ora di camminata al giorno.
3) Non bere alcolici.
4) Diminuire la quantità di sale negli alimenti.
5) Bevete molti liquidi: si ad acqua, the verde e tisane drenanti; no a bevande zuccherate e gassate.
6) Adottate una dieta a base di cibi leggeri, con pochissimi fritti ed insaccati, ricca invece di frutta e verdura. Da preferire una dieta normocalorica o lievemente ipocalorica e ben bilanciata in cui rientrino solo cibi genuini. A tale proposito in seguito riporto una lista dei prodotti con proprietà terapeutiche e nutrizionali utili per disintossicare l’organismo.
I cibi per rimettersi in forma
So di essere ripetitivo ma la base da cui bisogna partire è sempre la stessa: frutta e verdura in gran quantità! Da non dimenticare mai arance, mele, pere e kiwi, spinaci, cicoria, radicchio, zucche e zucchine, insalata, finocchi e carote. Tutte le insalate e le verdure vanno condite con olio d’oliva, ricco di tocoferolo, un antiossidante che combatte l’invecchiamento dell’organismo e favorisce l’eliminazione delle scorie metaboliche, e abbondante succo di limone che purifica l’organismo dalle tossine, fluidifica e pulisce il sangue, è un ottimo astringente e cura l’iperacidità gastrica



La frutta
Le arance sono una notevole fonte di vitamina C che migliora il sistema immunitario e aiuta a fronteggiare l’influenza tipica di questi mesi, favorisce la circolazione, ossigena i tessuti e combatte i radicali liberi. Le mele, per il loro modesto apporto calorico e per la prevalenza del potassio sul sodio, sono capaci di svolgere un’azione antidiarroica e di regolare la colesterolemia. Ancora, le pere, che oltre ad avere un buon potere saziante, contenendo zuccheri semplici come il fruttosio, fibra, molta acqua e poche calorie, sono adatte per chi soffre di intestino pigro. I kiwi ricchi di vitamina C, fosforo e potassio sono particolarmente indicati per migliorare il funzionamento dell’intestino, i semini neri in esso contenuti, infatti, ne stimolano le contrazioni.
La verdura
Tutta la verdura a foglie verde scuro come spinaci e cicoria contiene acido folico, gruppo vitamine B, essenziale nella formazione dei globuli rossi del sangue per la sua azione sul midollo osseo. L’insalata è ottima perché conferisce volume e potere saziante con un apporto calorico estremamente limitato ed assicura anche un certo contributo di vitamine, calcio, fosforo e potassio. Le carote sono ricche di vitamina A, indispensabile per la salute degli occhi e della pelle, i finocchi, risultano ottimi per combattere la nausea, la digestione difficile e la stitichezza. Nella dieta non vanno trascurati piatti a base di legumi (fagioli, ceci, piselli e lenticchie) perché contengono ferro e sono ricchi di fibre che aiutano l’organismo a smaltire i sovraccarichi migliorando le funzionalità intestinali ma sono anche una notevole fonte di carboidrati a lento assorbimento, che forniscono energia che aiuta a combattere il freddo.
Vedrete che in poco tempo vi rimetterete in forma, l’importante è poi non rovinare tutto: le vacanze di Pasqua sono più vicine di quanto sembri!


fonte:http://medicinaesteticaonline.net/2014/01/06/dieta-disintossicante-dopo-il-periodo-natalizio-consigli-per-recuperare-il-peso-forma-dopo-le-abbuffate-delle-feste/

venerdì 2 gennaio 2015

Depurarsi dopo le feste


Depurarsi dopo le feste natalizie è indispensabile per rimettere in sesto la propria forma fisica, e la salute. Dopo le innumerevoli tentazioni, le ricette succulente, gli eccessi, i pranzi e le cene in compagnia di amici e familiari, è giunto il momento di riprendereun regime alimentare meno impegnativo e più leggero per tornare in forma.
Del resto è vero che le feste sono il momento dedicato al relax e al piacere, ma è fondamentale dare uno stop ai chili di troppo per non compromettere la salute.Depurarsi è la parola d’ordine, assumendo cibi e bevande che favoriscano l’eliminazione delle tossine. L’ideale sarebbe seguire una dieta consigliata da un nutrizionista, magari un regime alimentare con ricette semplici e di breve durata che permetta al corpo di rigenerarsi velocemente.


I vantaggi di una dieta disintossicante sono la breve durata e la garanzia di risultati quasi immediati, quali gambe più magre, ventre piatto e pelle più sana e liscia. Per ottenere questi risultati la prima regola è abbandonare per due o tre settimane cibi e bevande troppo ricchi di calorie e grassi. Al contempo via libera ad acqua (almeno 2 litri), tè verde, tisane depurative, tanta frutta e verdura per una ricarica di vitamine ed energia.
L’assunzione quotidiana di fibre attraverso cereali, frutta, legumi e verdura aiuterà il nostro corpo a regolare il ritmo interiore, favorendo l’espulsione e depurando. Eliminate dolci e bevande troppo zuccherate, preferite una cottura leggera con pochi grassi aggiunti o meglio ancora al vapore. Per questo motivo una dieta vegetariana o vegan risulterà più adatta per perdere i chili in eccesso, e recuperare la linea persa durante le feste di Natale.
Suddividete i pasti in cinque blocchi principali: colazione, break, pranzo, merenda e cena. Per gli spuntini della giornata preferite frutta fresca, succhi, centrifugati di verdura e frutta come ad esempio i mirtilli e lo yogurt. Per la colazione scegliete tra latte e cereali, pompelmo e biscotti secchi, Tè, frutta fresca e fette biscottate con marmellata senza zucchero.

Mentre per il pranzo e la cena piatti semplici e leggeri come spaghetti (integrali, di farro) con il pomodoro, verdure grigliate, seitan e tofu grigliato, riso basmati con broccoli, spinaci bolliti e saltati in padella con olio EVO e aglio. Tanti minestroni di stagione, insalatone di cereali e verdura, verdure al cartoccio, piselli e cous cous. Moderate l’assunzione dei carboidrati, pane se non integrale, e se non potete farne a meno delle proteine animali, preferendo pesce azzurro e carni magrissime.
Non prolungate la dieta se non seguiti e consigliati da un medico, l’obbiettivo edepurarsi non deperire. Ritornare sui binari di un’alimentazione sana, corretta ma non povera e affamante.
Fonte:http://www.greenstyle.it/depurarsi-dopo-gli-eccessi-di-natale-6771.html

giovedì 1 gennaio 2015

I segreti per rimettersi in forma dopo Natale

i segreti per rimettersi in forma dopo natale

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Come rimettersi in forma dopo Natale? Ormai una delle feste più attese dell’anno è passata e ci siamo deliziati con abbuffate varie, che certamente non hanno fatto bene al nostro organismo. Le feste natalizie inducono anche ad un’alterazione dei ritmi quotidiani, senza contare lo stress che spesso si accumula in giornate come queste. Il nostro benessere psicofisico ne risente, ecco perché, trascorso il Natale, forse è meglio rimettersi un po’ in sesto, adottando qualche rimedio specifico. Volete scoprirli tutti? Si tratta di mettere in atto delle importanti regole che riguardano la dieta da seguire e l’attività fisica e poi di ricorrere a qualche soluzione tratta direttamente dalla natura.



L’alimentazione
E’ importante seguire un’alimentazione equilibrata, incentrata sui pasti principali ed evitando gli spuntini fuori pasto, specialmente se si tratta di dolci. Volendo si può aumentare anche il consumo di verdure e frutta fresca. Se ne possono mangiare anche 4 o 5 porzioni nel corso della giornata e sono molto importanti per fornire all’organismo fibrevitamine e sali minerali. E’ bene bere anche molta acqua, circa 2 litri al giorno. Per quanto riguarda i carboidrati, bisognerebbe fare qualche rinuncia, magari evitando il pane e preferendo ad esso crackers integrali, che sono poveri di calorie.
E’ opportuno prendersi il giusto tempo per mangiare, masticando lentamente, in modo da favorire la digestione e, quindi, aumentare il senso di sazietà. Non è il caso di ricorrere a barrette dietetiche, meglio ricorrere ad un’alimentazione sana con cibi cotti, che siano in grado di far restare leggeri e di far diminuire il senso di gonfiore e di pesantezza. Possono essere d’aiuto anche le tisane, soprattutto la sera. Gli infusi di melissa, di finocchio, di betulla bianca sono adatti a combattere le conseguenze di un’alimentazione disordinata; anche tè verde e tè bianco sono depurativi.
L’attività fisica
Sicuramente durante le feste abbiamo accumulato molte calorie di troppo, che si traducono in qualche chilo in più, che deve essere accuratamente smaltito. A questo scopo è essenziale dedicarsi all’attività fisica, quotidianamente e in maniera regolare. C’è anche chi faceva dell’esercizio fisico e lo ha sospeso per Natale. Occorre, quindi, riprendere in maniera graduale. Non per forza si deve andare in palestra, ma si possono studiare anche delle apposite strategie quotidiane. Ad esempio, ci si può muovere a piedi in città, lasciando l’automobile a casa, o, se abitiamo in campagna, possiamo dedicarci a qualche bella passeggiata in mezzo alla natura. Fare un po’ di movimento aiuta sia la mente che il corpo.



I rimedi naturali
Fra i rimedi naturali che possono aiutarci dopo il Natale ci sono le essenze floreali australiane. Si tratta di preparati ottenuti dai fiori di piante che crescono spontaneamente e che possiamo rintracciare sotto forma di gocce, di creme o di vaporizzatori. Innanzi tutto essi aiutano a gestire in maniera serena ed equilibrata il rapporto con il cibo. Ad essere maggiormente a rischio durante le feste sono i soggetti ansiosi, che tendono a mangiare compulsivamente. Il fiore australiano Dog Rose of the Wild Forces è adatto a chi perde il controllo sul cibo e non resiste alle tentazioni della buona tavola. L’uso di questa essenza deve essere abbinato, comunque, ad un’alimentazione equilibrata, che preferisca le verdure, i legumi e il pesce ai carboidrati raffinati, i quali hanno lo svantaggio di alzare il livello glicemico. Gli esperti spiegano che ad essere più vulnerabili al richiamo degli zuccheri sono i soggetti che hanno squilibri a livello pancreatico. Tuttavia, per correggere questi squilibri, può essere utile il fiore Peach Flowerred tea tree.
E se siamo stressati? Incombenze familiari, situazioni sentimentali, carenze di sonno: tutti motivi che possono accentuarsi nei loro aspetti negativi proprio in corrispondenza delle feste. La floriterapiaconsiglia il Black Eyed Susan, per alleviare i problemi di digestione, e il Red Suva Frangipani, se mangiare diventa un modo per colmare un vuoto affettivo. Per depurare l’organismo ottimi sono il Bottlebrush, che agisce sul colon e sul fegato, con effetti drenanti, e la Spinifex, che ripulisce dagli scarti del metabolismo.
fonte:http://www.tantasalute.it/articolo/i-segreti-per-rimettersi-in-forma-dopo-natale/43503/